Toscana
Prg portuale, i dubbi dei Cinque Stelle restano
Marchetti: nessun reale passo avanti. De Filicaia (Pd) incalza sul crono-programma
LIVORNO. Da una parte, la maggioranza M5S (ma non solo), che sulla variante anticipatrice – necessaria per l’ultimissimo ok al Prg del porto – invita a non affrettare i tempi. Dall’altra, il Pd che spinge affinché la variante possa essere approvata dal consiglio comunale il più presto possibilei, così da poter ricevere i fondi pubblici promessi per le opere a mare.
Le posizioni sono ormai delineate: l’ha confermato la seduta congiunta della terza e della quarta commissione, presieduta da Corrado La Fauci. Prima ancora di iniziare i lavori (all’ordine del giorno c’era la zonizzazione del porto commerciale) Jari De Filicaia (Pd) pone subito una domanda: «Come mai non c’è il crono-programma sulla variante nella bozza dell’ordine del giorno del consiglio comunale del 26? Avevamo detto di darci dei tempi sull’approvazione». Pura dimenticanza o meno, fatto sta che l’assessore Aurigi assicura «che verrà inserito nell’odg del prossimo consiglio».
Ad affrontare nel dettaglio, mappa alla mano, la questione della zonizzazione è l’architetto Maurri, dirigente del comune: «Livorno può giocare un ruolo importante a livello europeo soprattutto grazie alla sua posizione». Particolare attenzione viene posta sulla rete ferroviaria Ten-t («fondamentale anche per attrarre fondi europei»), poi l’architetto illustra le varie parti del prg del porto elaborate dai tecnici dell’Authority. In soldoni, la parte passeggeri viene collocata a stretto contatto con la città, mentre quella commerciale risulta più distante. Per motivi di sicurezza la Darsena Petroli è lontana da qualsiasi abitazione, posizionandola vicino all’imbocco nord.
Poi ecco che si passa a parlare della piattaforma Europa con Maurri che segnala la «grande disponibilità di spazi nel retro-banchina». Scontro sulle cifre del costo finale: per De Filicaia 643 milioni circa, mentre Edoardo Marchetti (M5S) ribatte: «Macché, si tratta in realtà del doppio, circa 1,3 miliardi di costo complessivo, perché i 600 milioni si riferiscono alla prima fase». Per il consigliere grillino, inoltre, «nella nuova zonizzazione presentata non c’è nessuna differenza da come è organizzato il porto oggi. Dove sta il passo in avanti?».
Duro anche l’intervento dell’altro pentastellato, Alessio Batini, che pone l’accento sulle incertezze dei tempi: «La terza fase è prevista per il 2040, non vorrei che accadesse come al mio babbo, che ha visto realizzare il Molo Italia in vecchiaia». Poi, parlando a nome del suo gruppo, dice: «Non siamo contrari al Prg del porto, vogliamo solo garanzie sui tempi di realizzazione delle opere, non diamo approvazioni a scatola chiusa». Esprime perplessità anche l’assessore Aurigi sulle zone di promiscuità tra traffico crocieristico e forestale nell’Alto Fondale («sul Prg non è specificato quanto durerà la fase di transizione»).
Da Marco Ruggeri (Pd), invece, viene l’invito «a guardare più alle norme da attuare con la variante, piuttosto che agli studi tecnici, che poi possono anche non essere presi in considerazione». Infine, La Fauci annuncia le prossime tappe: «Il 28 ci saranno in audizione i tecnici dell’Authority per spiegare il piano elaborato. Forse ci aggiungeremo anche il segretario generale Massimo Provinciali, come richiesto da Raspanti, mentre la presenza dell’ing. Chetoni non la riteniamo necessaria».
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