Gioco
Porto di Livorno, prove tecniche di ripresina
Prima il ritorno della compagnia israeliana Zim, poi l'arrivo degli arabi di Uasc: segnali positivi dal terminal livornese Tdt che passa da una media di 19-20.000 a 28-30.000 movimenti mensili
LIVORNO. C’era una volta la minaccia della P3 che ci avrebbe tagliato fuori dalle grandi direttrici, c’era l’impasse sui dragaggi.La “nottata” non è affatto passata ma qualcosa s’intravede: dopo il ritorno di Zim nei mesi scorsi, adesso arriva un’altra bella notizia. Riguarda il Terminal Darsena Toscana, uno dei 25 terminal contenitori più significativi del Mediterraneo: rientrerà d’ora in poi nel servizio Mina (Middle East-Indian Sub Continent- North America), con due scali settimanali. Dietro questa operazione ci sono diverse compagnie, tra cui Uasc e Cma-Cgm. E Luca Becce, amministratore delegato Tdt, aggiunge: «Stiamo concludendo una importante trattativa anche con la Grimaldi». Le prospettive? Superare entro il 2015 i 500.000 teu rientrando tra i primi tre porti di destinazione finale.
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VERSO IL RECUPERO. Con questa operazione – sottolinea Enzo Raugei, presidente della Compagnia portuale – si prevede un ulteriore incremento dei traffici: dovrebbero ritornare alle movimentazioni del 2008». Che la situazione quindi si stia sbloccando si percepisce anche dai numeri enunciati da Becce: «Con il ritorno di Zim, che si è dimostrato ancora più grande rispetto alle aspettative, il nostro terminal è passato nel giro di pochi mesi da uno standard mensile di 19-20.000 movimentazioni a 28-30.000. E ora avremo nuovi incrementi».
Venerdì 23 arriva la prima nave: è una portacontainer da 7.100 teu, la più grande mai entrata in porto.
L’amministratore delegato del terminal tiene a mettere in evidenza un aspetto-chiave: «Stiamo parlando di nuovi traffici: per Uasc, ad esempio, si tratta in particolare di una “prima volta” con navi proprie. Quindi non c’è stata nessuna concorrenza tra le banchine». E se i volumi di Cma-Cgm non rappresentano una novità, questo nuovo servizio significa comunque «un consolidamento del servizio Amerigo che già esiste per gli Usa, allargando gli scopi anche verso i mercati indiani e medio-orientali».
Per far riuscire questa operazione c’è stata anche la collaborazione del porto genovese: «Abbiamo lavorato insieme – spiega Becce – per portare il servizio Mina, presente già a Genova, anche a Livorno. I due porti devono essere complementari, non avversari».
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ALTRE NOVITÀ. A breve potrebbe anche concludersi la trattativa con la compagnia Grimaldi per portare alla Tdt di Livorno il traffico Mex (Mediterranean Express), che collega il Mediterraneo con l’Africa Occidentale. Si tratta di traffici “multipurpose” «e noi – dice Becce – non ci dimentichiamo che siamo un terminal full containers», ma «questo ulteriore servizio può avvenire solo da noi per questioni di dimensioni». Anche qui il numero uno della Tdt precisa che «non c’è nessuna concorrenza, e che la trattativa è fatta direttamente con Grimaldi».
DARSENA EUROPA. Le novità sul fronte del mercato contenitori spiegano l’orientamento che intende perseguire Tdt: «Le nostre energie – spiega Becce – sono mirate ai traffici americani e africani più che alle grandi navi». E qui non mancano i riferimenti agli spazi ristretti del porto per certi tipi di portacontainersne, ma soprattutto viene tirata in ballo un’altra questione: la piattaforma Europa.
Dalla Tdt il messaggio è inequivocabile: «Credo – tuona l’amministratore delegato – che bisogna essere chiari: Livorno si gioca il suo futuro ora. Ci sono alcuni armatori che con grandi sacrifici sono disposti a restare, purché si realizzi però la Darsena Europa».
LA FRECCIATA A PALAZZO CIVICO. Ed ecco le stoccate al Comune: «Non fare questo passo significa tornare indietro, perdendo importanti traffici. L’investimento serve per conformarsi al mercato». Poi aggiunge: «Se Livorno vuole essere una città di porto deve fare i contenitori, i grandi porti fanno questo».
Per Becce, inoltre, «i livornesi avvertono il porto come qualcosa di proprio, fatto che non avviene a Genova e Savona, per esempio. Non si può sottovalutare questo elemento». Infine, l’ad ribadisce l’interessamento della Tdt alla parte privata della piattaforma: «È logico che ne siamo interessati, e quando sarà il momento, visto l’investimento, si dovrà ragionare in ottica di alleanze».
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