Gioco
Mezz’etto di droga nello zaino di scuola: condannato a 4 mesi
Livorno, il ragazzo era stato arrestato il 7 ottobre di due anni fa in un fondo di via Verdi, assolti gli altri tre amici a cui era intestato il contratto di affitto
LIVORNO. I carabinieri lo arrestarono la sera del 7 ottobre di due anni fa in un fondo di via Verdi che divideva con altri amici, tutti ragazzi tra i 18 e i 20 anni. Nel suo zaino della scuola, iscritto all’istituto Nautico, i militari trovarono quasi un etto di marijuana e a casa tutto il necessario per impacchettare la droga. A distanza di un anno e mezzo il giudice Antonio Del Forno ha condannato, in abbreviato Lorenzo Stiafffini a 4 mesi per detenzione di droga, mentre altri tre amici, indagati per essere gli intestatari del contratto di affitto, sono stati invece assolti.
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Quello che avveniva in via Verdi lo ha raccontato lo stesso adolescente durante l’udienza di convalida avvenuta tre giorni dopo l’arresto. «I miei genitori - ha raccontato o al giudice - mi danno 20 euro a testa a settimana. Il denaro con cui ho comprato lo stupefacente l'ho racimolato così e facendo qualche lavoretto per mio padre. L'idea di comprare un quantitativo di droga più grande mi è venuta qualche tempo fa. L'ho fatto per non andare tutte le volte in piazza Magenta ed evitare che i miei genitori si insospettissero».
Una bravata dunque, un incidente di percorso che il difensore del ragazzo ha sottolineato durante l’arringa. «Dopo questa esperienza - ha ripetuto l’avvocato Valerio Misiti - Lorenzo ha capito la lezione e ha messo la testa a posto». Una ricostruzione che deve aver convinto anche il giudice che nei confronti del giovane ha applicato il minino della pena prevista.
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Il pubblico ministero, ad esempio, aveva chiesto una condanna a dieci mesi che è stata più che dimezzata. Un sospiro di sollievo lo hanno tirato anche i tre amici dell’imputato principale finiti nei guai con l’accusa di «aver agevolato il consumo di sostanze stupefacenti all’interno del fondo che avevano preso in affitto». «Molte volte - ammette uno degli avvocati - questi ragazzi non capiscono il rischio al quale vanno incontro. Per quel tipo di reato sono previste pene severe che per fortuna stavolta sono state evitate».
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