Finanza
Traffico, spaccio e detenzione di droga: 22 condannati, 88 anni di carcere
Livorno, la sentenza dell'operazione "Silenzio": una sola assoluzione, in 7 a giudizio, 88 anni di carcere totali
LIVORNO. L’avevano ribattezzata operazione “Silenzio”, ma forse nemmeno gli investigatori pensavano che in Tribunale questa inchiesta facesse così tanto rumore. «Ad alcune delle persone coinvolte - ammette un avvocato che ha partecipato al processo - è stata addirittura inflitta una pena maggiore rispetto a quella chiesta dal pubblico ministero».
Sono 88 gli anni di reclusione complessivi per reati legati al traffico, alla detenzione e allo spaccio di droga disposti dal giudice per l’udienza preliminare Beatrice Dani.
Una sola tra le persone indagate è stata assolta, si tratta di Cinzia Polinto. Mentre il giudice ha rigettato la richiesta di patteggiamento presentata da Andrea Nocchi, livornese di 54 anni. «Faremo una nuova richiesta», glissa il suo legale, l’avvocato Luciano Picchi.
Per le altre 22 persone coinvolte (Tutte le foto), le dieci pagine del dispositivo emesso sabato scorso, sono una lunga lista di condanne in abbreviato e patteggiamenti, mentre sette degli indagati discuteranno la loro posizione durante il dibattimento dopo essere stati rinviati a giudizio.
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Ma nella sentenza del giudice non ci sono solo anni, tanti, di carcere ma anche migliaia di euro di multe nei confronti dei condannati per un totale che raggiunge i 300.000 euro.
Non solo, perché il giudice ha disposto la confisca della villetta a schiera in via Ponte Santoro, nel Comune di Collesalvetti, che era di proprietà di Simone Sbarra, condannato a sua volta in abbreviato a 4 anni e 5 mesi di reclusione. «Per il Fisco era un nullatenente mentre era riuscito con i soldi della droga a comprarsi quell’immobile», era la tesi degli investigatori.
Secondo la ricostruzione degli investigatori il sistema era così strutturato: gli albanesi facevano i capi, i livornesi e qualche tunisino le braccia operative. Spaccio al minuto, per strada, in casa e su appuntamento, in ogni parte della città. Centinaia di episodi e un mercato fiorente di cocaina, eroina e marijuana che negli anni ha visto protagonista da un lato bande di spacciatori, dall’altro consumatori di tutte le età e le posizioni sociali. Droga proveniente dalla Colombia e dall’Albania, smerciata in città e in provincia, soprattutto a Rosignano.
Una ricostruzione che si rispecchia nella sentenza di sabato scorso. Durim Bahija, 37 anni, nei guai per una quarantina di capi d’imputazione è stato condannato, sempre in abbreviato a 13 anni di carcere e una multa di 45.000 euro. Dieci anni e 5 mesi è invece la pena nei confronti di Ibrahim Hoxha, 47 anni, albanese.
Ma nella sentenza di condanna compaiono anche molti livornesi che hanno fatto parte del sistema droga. Daniele Apolloni è stato condannato a 9 mesi di reclusione, Federico Azzali a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni, Massimiliano Brandi a 4 mesi e 20 giorni, Alessandra Colacicco a 1 anno 6 mesi e 20 giorni, Cristano Cucè a 7 anni, 1 mese e 10 giorni, Alessandro Del Corona a 2 anni e 4 mesi, Lido Frangini, a 4 anni 1 mese e 10 giorni, Michele Molinaro a 1 anno, 5 mesi e 10 giorni, Daniele Paoli a 4 anni e 4 mesi.
Hanno invece scelto di essere giudicati attraverso il patteggiamento sette degli indagati. Per Andrea Nocchi, come detto, la decisione è stata rinviata. Ramona Ciampi ha avuto una pena di 2 anni e 4 mesi, Giovanna Corsi 2 anni, Luciano Genchi 1 anno e 7 e mesi, Fabrizio Mazzanti 2 anni, Enio Pace 2 anni e 6 mesi, infine Marta Nocchi 1 anno e 6 mesi.
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