Il Tirreno

Livorno

Pediatria piena, oltre 300 assenti all’asilo ma l’influenza non è ancora al picco

di Giulio Corsi
L'affluenza al pronto soccorso negli ultimi giorni ha registrato un incremento del 15%
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L'affluenza al pronto soccorso negli ultimi giorni ha registrato un incremento del 15%

Livorno, problemi respiratori e diarrea i sintomi più comuni. Le frequenze ai nidi e alle materne comunali per ora si attestano attorno all’80%, ma il dato degli assenti questa settimana sembra in netto aumento. Affluenza aumentata del 15% al pronto soccorso

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LIVORNO. 18 bambini ricoverati nei 18 letti disponibili a pediatria. Tutti sotto i cinque anni, la maggiorparte sotto i sei mesi. «Fortuna - dice il primario Fabrizio Gadducci - che stamani (martedì, ndr) dimetteremo quattro piccoli degenti e ci sarà spazio per accoglierne altri. Anche se - ci tiene ad aggiungere - nella storia di questo reparto c’è una consuetudine di cui andiamo fieri: non abbiamo mai mandato via nessuno e in qualche modo, anche nei momenti di massima affluenza, siamo sempre riusciti ad accogliere quei bambini che avevano bisogno di essere ricoverati».

18 posti non sono tanti e di conseguenza il “sold out” a pediatria non è elemento che deve destare allarme. «Anzi, in questi mesi invernali è abbastanza usuale ma devo dire che capita anche in altri momenti dell’anno», sottolinea Gadducci. Tuttavia, in questo momento, anche per i motivi dei ricoveri - problemi respiratori e diaree - la super-affluenza è lo specchio del picco di influenza che sta colpendo la città, bambini in primis.
«Sì, negli ultimi due giorni siamo un po’ in affanno - ammette Gadducci -. Non parlerei di forme esclusivamente influenzali, ma anche di virus parainfluenzali. Ma fa poca differenza». I piccoli ospiti di pediatria arrivano tutti tramite pronto soccorso. «L’iter prevede che da lì vengano indirizzati al reparto dove li visitiamo e decidiamo se il ricovero è necessario». E negli ultimi giorni, al di là dei ricoveri, anche le visite hanno registrato un incremento importante. «Diciamo che da Natale l’attività è decisamente intensa», dice Gadducci. La degenza media è di 4, 5 giorni, le motivazioni dei ricoveri sono per lo più problemi respiratori o diarree, spesso associate a disidratazione».

Siamo al picco dell’influenza stagionale? Non ancora: a dirlo sono anche i dati che arrivano dal Comune.
In media, nei periodi influenzali, le assenze all’asilo nido e alle materne vanno dal 15 al 30% dei bambini. Dal rientro dalle vacanze fino a sabato nei nidi privati convenzionati e comunali su 979 iscritti ha frequentato l'81,41, cioè due bambini su 10 (in totale 190) sono rimasti a casa. E’ un 20% di assenze, che aveva toccato addirittura il 30% (300 bimbi) a dicembre.

Percentuale simile nelle scuole dell'infanzia: su 864 iscritti in questo primo scorcio di gennaio in 120 sono rimasti a casa. Ma - dicono dal Comune - questa settimana quel 20% sembra in aumento.

Bambini ma anche adulti. L’influenza sta colpendo duro in città e al pronto soccorso se ne sono accorti dall’incremento dell’affluenza di questi giorni. «Anche se - evidenzia il primario Paolo Pennati - è da dicembre, quantomeno dal periodo delle vacanze natalizie che gli accessi sono aumentati». Una percentuale? «Diciamo un 10, 15% di afflussi in più. Ma non è tanto il numero il problema, quanto la complessità dei casi».

Anche tra gli adulti i problemi respiratori sono quelli più comuni. Ma i livornesi si presentano al pronto soccorso per una “banale” influenza? Fortunatamente no. Non i giovani. Ma gli anziani sì. «E’ per loro, per gli anziani con patologie concomitanti e croniche che un’influenza può diventare un problema, perché il quadro clinico rischia di aggravarsi», spiega Pennati. Il che crea la necessità di ricoveri, dunque di posti letto. Ma anche di personale. «Quello purtroppo non aumenta», commenta, serafico, Pennati. «Anzi - aggiunge - si ammalano anche i medici e dobbiamo fare i salti mortali per sostituirci e garantire i servizi».

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