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Nozze gay trascritte in Comune, ora indaga la Procura
Come a Milano, a Livorno è arrivato un esposto dopo la decisione di registrare il matrimonio, poi annullato, all’anagrafe. Il procuratore: fascicolo per atti relativi, per ora non ci sono indagati
LIVORNO. Livorno come Milano. Almeno per le conseguenze giudiziarie dell’iscrizione di un matrimonio gay nel registro dell’anagrafe da parte del sindaco.
Anche la Procura livornese, infatti, ha aperto un’indagine per verificare se e chi abbia commesso un reato trascrivendo, le nozze di Christian Rocchi e Roberto Rodriguez Perez il 7 ottobre scorso dopo il matrimonio tra i due avvenuto sposati a Las Palmas il primo di agosto dello scorso anno. Un atto effettuato e poi cancellato, dalla giunta pentastellata guidata da Filippo Nogarin, dopo il diktat del Ministro dell’Interno Angelino Alfano ai prefetti.
A dare il via agli accertamenti, un esposto arrivato in via Falcone e Borsellino all’inizio di dicembre e già assegnato dal Procuratore capo Francesco De Leo al sostituto più anziano della Procura Antonio Di Bugno.
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«Per il momento - conferma De Leo - il fascicolo è un modello 45, vale a dire un procedimento per atti relativi dove non ci sono indagati». Aggiunge il procuratore: «Dobbiamo cercare di capire la cornice nel quale è avvenuta la trascrizione. Ma è ovviamente prematuro pronunciarsi sull’esito dell’indagine».
Dunque, a breve, partiranno le verifiche da parte del pubblico ministero, il fascicolo è atteso a giorni alla segreteria del pm, per ricostruire quella cornice nella quale, secondo il cittadino che ha presentato l’esposto, si sarebbe configurato un qualche reato.
Spiega la vicesindaco Stella Sorgente, promotrice della trascrizione, dopo aver appreso la notizia dell’apertura dell’indagine dal parte della Procura. «Né io né gli uffici comunali sono stati informati di questa indagine, ma visto che si tratta di un’inchiesta per atti relativi è una eventualità possibile. In ogni caso è ovvio che la magistratura debba fare il proprio corso. Da parte nostra abbiamo già presentato un ricorso al tribunale amministrativo dopo la cancellazione del matrimonio effettuata su disposizione del prefetto. Un atto - va avanti Stella Sorgente - che a nostro modo di vedere doveva essere effettuato proprio dal procuratore».
In ogni caso la promessa della vicesindaco è quella di continuare a lottare per i diritti civili anche delle coppie omosessuali. «Nel nostro programma elettorale - ripete - i diritti civili erano un punto importante e continueranno ad esserlo, qualsiasi cosa accada».
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All’indomani della decisione della giunta di trascrivere in consiglio l'unica a dirsi chiaramente scettica, nella forma e nella sostanza, era stata la rappresentante di Forza Italia, l'ex provveditore Elisa Amato: «Come intendete porvi adesso nei confronti dell'indicazione del ministro», aveva chiesto proprio a Stella Sorgente.
«Altri sindaci hanno fatto la stessa trascrizione – fu la risposta – vedremo cosa faranno i prefetti. Al di là di quello che sarà l'effetto della circolare di Alfano – concluse – spero sia la volta buona perché il Parlamento legiferi in merito, i tempi sono maturi».
Per il momento il Parlamento sembra che abbia altro a cui pensare. Racconta la vicesindaco. «Poche ore fa mi è arrivata l’interpellanza firmata da un deputato che chiede proprio delucidazioni su questo argomento». Chissà chi farà prima luce su un tema così delicato tra la politica e la magistratura.
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