Gioco
De Falco in cattedra, parlerà di eroismo
All’università di Udine terrà una conferenza sul dovere di protezione e di soccorso in mare
LIVORNO. Aveva detto che "questo è un Paese storto": Schettino, l'antieroe della tragedia nella notte della Concordia invitato all'università "La Sapienza" di Roma a tenere una lezione e lui, Gregorio De Falco, l'eroe del salga bordo, negli stessi giorni declassato: da operativo a passa carte in un ufficio ai margini della Capitaneria di Porto di Livorno . Era il 24 settembre dello scorso anno.
A distanza di meno di quattro mesi forse, almeno ai suoi occhi, il parbuckling dell'Italia è iniziato. La rivincita del Paese e la sua lenta messa in asse passa dall'invito che il capitano di fregata ha ricevuto dall'Università di Udine per una conferenza in cui proverà a spiegare cosa si provi a diventare un eroe nazionale e a trovarsi poi, pochi mesi dopo, “declassato” dal punto di vista lavorativo, tanto da dover intraprendere un'azione legale nei confronti del Ministero davanti al tribunale amministrativo per far riconoscere i propri diritti. Nell’incontro pubblico di Udine, che inizierà alle 17.30, De Falco intratterrà il pubblico sul tema del “Rapporto Stato-cittadino” e si parlerà del “dovere di protezione e di soccorso in mare”: argomento di attualità per il recente naufragio della Norman Atlantic.
«Mi fa davvero piacere venire a Udine – anticipa De Falco ai colleghi del Messaggero Veneto –. Sarà un dialogo con i friulani, gente autonoma e responsabile, per spiegare l’importanza di poter contare su uno Stato in grado di proteggere i cittadini quando ci sono situazioni di pericolo, come in un naufragio». E ancora: «Resta tanta amarezza per quello che è successo dopo, oltre al profondo dolore per le vittime ma rifarei e ridirei tutto, compreso il dialogo con il comandante. Si trattava di compiere uno sforzo operativo enorme per salvare migliaia di persone, un’emergenza terribile e io sentivo in quei momenti di dover compiere anche un dovere di carattere morale. Non potrò mai dimenticare quella notte».
E aggiunge in vista dell'incontro di venerdì 23 gennaio: «L'obiettivo dello Stato è quello di proteggere il cittadino all'interno dello Stato. E lo fa attraverso la polizia per impedire fatti di reato. Anche con provvedimenti come il blocco dei patrimoni per non pagare il riscatto. Questo connota il rapporto tra Stato e cittadino. In mare c'è una incertezza che sulla terra ferma non c'è. E lo Stato deve intervenire per supportare chi si trova in una situazione insidiosa. Ma quando si espone a un alto rischio i soccorritori non possono essere chiamati al rischio irrazionale della loro vita. Il limite è la razionalità anche se a volte va al di là del limite facendo un gesto eroico». E ascoltando queste parole non si può che tornare alla notte della Concordia.
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