Gioco
Un mare di olio nero invade i fossi
A lanciare l'allarme all’Autorità portuale sono stati i soci del circolo nautico di Torretta: interviene la Labromare
LIVORNO. Un letto d'acqua completamente nero. Un mix di gasolio e oli combustibili (almeno questo è sembrato) ha invaso ieri mattina l'ultima parte di quei fossi medicei che abbracciano il centro storico della città, in via de Pazzi.
A dare l'allarme sono stati i soci del circolo nautico Torretta, che si trova tra via de Pazzi e via del Testaio, alle spalle della Caritas. È qui che "va a morire" il fosso che arriva dalla Dogana d'Acqua: il canale si interrompe all'altezza della sede del circolo e sfocia nella grande tubatura che porta all'area industriale di via delle Cateratte.
Quando ieri mattina i soci del circolo hanno raggiunto le loro barche (un'ottantina, ormeggiate lungo il fosso) hanno trovato ad aspettarli un mare di olio nero che ha invaso l'area, danneggiando anche le imbarcazioni.
Subito è partito l'sos all'Autorità portuale, che ha la gestione dei fossi. A prima vista è sembrato che il materiale inquinante fosse fuoriuscito dalla fognatura bianca che corre verso via delle Cateratte: il materiale sarebbe entrato nel fosso de Pazzi (da dove avrebbe potuto raggiungere il centro e quindi il mare) per poi tornare verso la sede del circolo, quando il vento è cambiato.
In tarda mattinata, dopo un primo sopralluogo, gli ispettori dell'Autorità portuale hanno chiamato la Labromare. I tecnici della ditta specializzata nelle bonifiche ambientali hanno subito posizionato in acqua le barriere anti-inquinamento, in modo da contenere la chiazza. Poi sono partite le operazioni di pompaggio del materiale inquinante. Per toglierlo tutto ci sono volute alcune ore: l'intervento, infatti, è terminato intorno alle 16.30.
Gli ispettori dell’Authority – che stanno valutando se sporgere denuncia (anche perché la bonifica costa...) – hanno chiamato anche i tecnici dell’Asa, che in città gestisce le fognature. Obiettivo: cercare di risalire ai responsabili dello sversamento.
Intanto Michele Del Corso, dirigente del servizio fognature e depurazione di Asa, conferma le prime impressioni: «I nostri tecnici hanno fatto una serie di accertamenti, la fognatura nera non c’entra, il materiale (sembrerebbe una miscela di idrocarburi, oli, ma sono in corso verifiche) arriva dalla fognatura bianca di via delle Cateratte». Dove ci sono officine e attività industriali, ma dove qualcuno avrebbe potuto anche rovesciare il materiale nelle fogne.
Stamani, fa sapere il dirigente dell’Asa, «torneremo sul posto per fare una serie di accertamenti con i nostri tecnici e con i vigili urbani». Non è escluso che scattino denunce per reati ambientali.
Tutto mentre i soci del circolo di Torretta salgono sulle barricate. «Questo episodio – raccontano i due soci che ieri hanno lanciato l’allarme, Girolamo Navarra e Marco Lombardi – è l’ultimo di una lunga serie: spesso troviamo il fosso completamente bianco o pieno di escrementi. A volte si sente un insopportabile puzzo di gasolio o di tinta, altre volte uno strano odore di spezie. Nel fosso ci finisce ancora di tutto».
«Questa volta – annunciano – non lasceremo correre, siamo pronti a chiedere i danni: per alcune barche ci sarà bisogno di rifare il carenaggio, boe e cime sono completamente nere. Il circolo paga già centinaia di euro di concessione, senza contare i danni ambientali. Si trovi subito una soluzione».
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