Il Tirreno

Livorno

la sentenza

Processo per droga, condanne per 100 anni

La retata della polizia
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La retata della polizia

Livorno, i 23 imputati nell'inchiesta "Silenzio" hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Al centro dell'indagine un maxi giro di spaccio di droga

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LIVORNO. Quasi 100 anni di condanne. E' questo il maxi cumulo di pene con il quale si è conlcuso il precesso che riguardava la maxi inchiesta sullo spaccio di droga in città compiuta dalla squadra mobile di Livorno e coordinata dal pubblico ministero Luca Masini. Si tratta di uno stralcio di indagine compiuta in tutta la Toscana da parte della Dda di Firenze e che si è conclusa nel gennaio di due anni fa con una retata in cui rimasero coinvolte 29 persone.

Di questi in 23 sono finiti davanti al giudice, indagati a vario titolo, per i reati di: detenzione e spaccio, continuati, in concorso di stupefacenti: cocaina, eroina, marijuana e pasticche Mdma, nonché rapina aggravata, detenzione e porto, illegali, di armi comuni da sparo.

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"L’ indagine - spiegano dalla Questura - ha dimostrato l’esistenza in Livorno di una continua attività criminale, da parte di albanesi, italiani e tunisini, dediti, in concorso tra di loro, all’approvvigionamento ed al successivo smercio, a Livorno e provincia, di cospicui quantitativi di cocaina, eroina e marijuana,da un minimo di 500 grammi a svariati chili".

Durante l’indagine sono stati effettuati sette arresti nei confronti di soggetti sorpresi in possesso di stupefacente e di due armi: una provento di furto e l’altra clandestina. I numeri parlano di 633 grammi di cocaina sequestrati, quasi due di eroina e uno di marijuana. Inoltre sono stati messi i sigilli a una villetta a schiera, a Castell’Anselmo, frazione di Collesalvetti, di proprietà di un imputato, per "manifesta sproporzione tra il valore dell’immobile rispetto ai redditi dichiarati". Un'ipotesi accusatoria che ha trovato conferma nella sentenza, in quanto il Giudice ha disposto la confisca dell'immobile.

"L’operazione "Silenzio" - proseguono dalla polizia - ha permesso di smantellare un’importante organizzazione criminale, dedita al traffico di ingenti quantitativi di stupefacenti, permettendo di assicurare alla giustizia personaggi malavitosi, con elevata indole delinquenziale, che non esitavano ad utilizzare armi ed altre forme di coercizione fisica, per aggiudicarsi l’indiscusso predominio sull’attività dello spaccio di droga nella città labronica".

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