Gioco
Nel 2014 abbiamo pagato al Comune 582 euro di tasse
Ecco i dati pro-capite: Livorno è risultata tra i municipi meno “vampiri” della Toscana. Grazie soprattutto ad un’addizionale Irpef tra le più basse. Ma nel 2015 andrà peggio
LIVORNO. Quasi seicento euro di tasse pagate da ogni cittadino residente. È questo il peso dei tributi incassati nel 2014 dal Comune di Livorno, almeno analizzando i dati del Siope – il sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici – gestito dalla Banca d’Italia.
Sulla piattaforma web sono pubblicati i dati trasmessi dalle singole tesorerie e, a distanza di una settimana dalle comunicazioni, vengono mostrate le entrate e le uscite di tutti gli enti pubblici italiani. I numeri sono provvisori e saranno definitivi solo ad aprile, ma il trend – a detta degli esperti – risulta già indicativo.
Livorno, nella classifica dei municipi più “vampiri” della Toscana, si difende abbastanza bene. È al sesto posto su dieci – considerando i soli comuni capoluogo di provincia – dietro a Siena, Pisa, Grosseto, Firenze e Massa e davanti a Prato, Pistoia, Arezzo e Lucca.
È il terzo più economico sull’addizionale Irpef e il secondo più caro sulla Tasi (ma mancano i dati di Siena, Grosseto e Firenze). I singoli numeri – precisa Bankitalia – potrebbero essere carenti e sono quindi da trattare con prudenza, proprio a causa della loro provvisorietà e – non da ultimo – per via di alcuni problemi sorti nel corso del 2014. La Tari, ad esempio, fino allo scorso agosto veniva rendicontata come se fosse Tares – il precedente identico tributo – a causa della mancanza del codice gestionale associato all’imposta.
Addizionale Irpef bassa. La giunta Cosimi andava fiera di avere un’addizionale Irpef abbastanza clemente nei confronti dei contribuenti. I numeri le danno ragione. Allo stato attuale delle cose sono previsti cinque diversi scaglioni di reddito. Il più basso, che si applica fino a 15mila euro, è dello 0,4%, mentre superata la cifra imponibile di 75mila scatta l’aliquota massima dello 0,8%. Molte amministrazioni toscane e italiane non fanno distinguo e prelevano indistintamente lo 0,8%. Nella nostra città, nel corso del 2014, il Comune ha incassato in media 64 euro da ogni cittadino, grazie a un gettito complessivo superiore ai 10 milioni di euro. In Toscana, fra i municipi capoluogo, fanno meglio Pisa e Firenze (con 29), visto che sono in grado di tenere un’aliquota fissa allo 0,2%. Tutti gli altri, invece, dall’addizionale Irpef incassano più soldi.
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Duecento euro di Imu. Livorno è sesta in classifica anche sui soldi pro capite incassati dall’Imu (un’imposta non richiesta a chi possiede solo una prima casa). Il flusso di cassa è pari a 206 euro: superiore ad Arezzo (199), Grosseto (196), Lucca (186) e Pistoia (155). A guidare la classifica sull’imposta municipale unica più pesante è Siena, con 348 euro pro capite, circostanza dovuta probabilmente alla vocazione universitaria della città del Palio (con molte seconde abitazioni in uso agli studenti). Pisa, forse per lo stesso identico motivo, è al secondo posto. Più sono le case “non principali”, infatti, più lievita il gettito.
Aumenti in vista. Per far fronte all’ennesimo taglio dei trasferimenti statali, la giunta Nogarin – in sede di approvazione del bilancio – ha deliberato un generalizzato aumento delle imposte. Gli scaglioni intermedi dell’addizionale Irpef verranno alzati allo 0,65% se il reddito è fra 15mila e 28mila euro, allo 0,78% da 28mila a 55mila, allo 0,79% da 55mila a 75mila euro (nel 2014 erano rispettivamente dello 0,5%, 0,6% e 0,7%). L'innalzamento porterà un incremento di gettito intorno ai 2,2 milioni, ai quali si aggiungono circa 2,3 milioni in più derivanti dall'Imu, con l'aumento della quota ordinaria dal 9,6 al 10,6 per mille. Un'azione che dovrebbe incidere quasi esclusivamente su fondi, capannoni e seconde case.
Aumenterà anche la Tasi: i contribuenti potrebbero subire aumenti medi di oltre 150 euro, ma dall’amministrazione non vogliono parlare di stangata, visto che le rendite catastali livornesi sarebbero mediamente basse, ritornello ripetuto più volte anche dalla precedente amministrazione.
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