Il Tirreno

Livorno

BRANI DAL LIBRO

Così parlò il candidato mancato: nel mirino Ruggeri

Marco Ruggeri: è stato lui il candidato prescelto dal Pd (e sconfitto da Nogarin)
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Marco Ruggeri: è stato lui il candidato prescelto dal Pd (e sconfitto da Nogarin)

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LIVORNO. Ecco una rapida carrellata di flash presi dal libro-intervista di Luca Bussotti "Una candidatura mancata e altre vicende di politica livornese". Il libro è edito da Ibis ma, come confessa Bussotti nell'introduzione, avrebbe dovuto essere pubblicato da un altro editore: Erasmo, la casa livornese. Poi l'improvvisa scomparsa di Franco Ferrucci ha costretto Bussotti a cambiare editore. Resta però la dedica a Ferrucci.

  • SU RUGGERI. «Non era mai passato da una battaglia politica vera (...). Questa volta però il confronto sarebbe stato con la città, e l'eredità lasciata da Cosimi era pesantissima. Di questi aspetti il partito regionale sapeva poco o niente. La proverbiale prudenza di Ruggeri, in questo caso, sarebbe stata un micidiale boomerang. Ci voleva coraggio, non cautela».
  • SU DE FILICAIA. «Ci sarebbe da chiedersi il perché di un simile atteggiamento: semplice incapacità gestionale? O forse interesse personale, nel senso che magari De Filicaia stesso puntava in prima persona a candidarsi? In ogni caso, la verità era che un candidato alternativo non esisteva, per cui l'unico obiettivo di quell'incontro era di eliminare la mia candidatura». <EM>
  • SU LAMBERTI E COSIMI. «Lamberti è sempre stato piuttosto malvisto all'interno del partito, mentre fuori aveva un valore aggiunto notevole, come le sue due elezioni hanno dimostra- to. Mentre Cosimi no, per Cosimi è sempre stato vero il contrario. Ed infatti le sue due candidature sono filate lisce come l'olio».
  • SUL PD REGIONALE. «Questo regionale, il cui segretario era appena stato eletto, non mise piede una sola volta a Livorno in quei giorni difficili. Sicuramente ne devono aver parlato con De Filicaia, ma certamente non interpellarono non dico il sottoscritto, ma nessuno della base che poteva fornire qualche elemento di più».
  • SU BOLOGNESI. «Non aveva mete personali, ma cercava soltanto di manovrare da dietro le quinte le future scelte della politica livornese. La chiamavano "la zarina"».
  • SU SIMONCINI. «Figura sempre apprezzata per le sue doti di amministratore, ma di certo non nuova, anche in termini anagrafici. Smentiva la linea politica che De Filicaia aveva impostato con tanta veemenza e convinzione fin dal 2012».
     

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