La protesta
Tra remo e memoria ecco il trofeo della Liberazione
LIVORNO. Esordio in grande stile per il Trofeo della Liberazione: la gara remiera che proverà a promuovere passione per lo sport, memoria storica e scambio generazionale si disputerà per la prima il...
LIVORNO. Esordio in grande stile per il Trofeo della Liberazione: la gara remiera che proverà a promuovere passione per lo sport, memoria storica e scambio generazionale si disputerà per la prima il 25 aprile, nel 70° della Liberazione.
L'idea, promossa dalla sezione nautica del Labrone, vede la collaborazione del Comitato delle attività remiere e delle tante associazioni storico-politiche che si occupano da sempre di antifascismo e Resistenza. «Il mare è la nostra vita, e fu vita per i nostri padri e i nostri nonni – ricorda il presidente dell'Anppia, Spartaco Geppetti – perché proprio sul mare si combatterono tante battaglie per la libertà». «Non solo Barontini, ma tanti altri fuoriusciti usarono il porto di Livorno e la solidarietà dei suoi pescatori per trovare riparo dalle persecuzioni fasciste – aggiunge Laura Bandini, nominata presidente del Comitato Trofeo della Liberazione – e attraverso il mare e lo sport possiamo recuperare un dialogo con le nuove generazioni».
Sensibilizzare i ragazzi che guardano con indifferenza alla memoria e alla storia è infatti uno degli obiettivi cardine della regata, che sarà a cronometro con partenza singola e che vedrà impegnate tutte le 8 sezioni nautiche e i rispettivi equipaggi (10 remi, 4 remi, femminile, under 18) in un percorso con partenza e arrivo nella Darsena Nuova.
Chissà che l'occasione non serva anche a sensibilizzare le istituzioni sulla crisi del mondo remiero livornese: «Noi ci saremo – assicurano alcuni dirigenti – ma vorremmo che per il 25 aprile si fosse risolta almeno una parte dei nostri problemi». Gli equipaggi delle cantine, ricordano, sono ridotti all’osso e il mondo del remo ha bisogno di giovani: anche per questo saranno importanti gli incontri (da definire) che verranno organizzati nelle scuole.
Capitolo a parte è quello economico: se le risorse per i quattro trofei sembrano recuperate, un discorso a parte meriterebbero quelle per le cantine nautiche che, conti alla mano, rischiano di chiudere. «Le difficoltà sono enormi ma se restiamo uniti possiamo risolverle – conclude il dirigente del Labrone, Massimo Lunardi – speriamo di farci sentire da un'amministrazione che finora è apparsa sorda».
Maria Giorgia Corolini
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