Gioco
«La variante? I nostri tempi non li detta la Regione»
LIVORNO. È chiaro il messaggio che la giunta sta mandando sull’approvazione della variante anticipatrice (e sul Prg del porto): nessuna fretta, ma prendersi tutto il tempo necessario per riflettere...
LIVORNO. È chiaro il messaggio che la giunta sta mandando sull’approvazione della variante anticipatrice (e sul Prg del porto): nessuna fretta, ma prendersi tutto il tempo necessario per riflettere sulla questione. E se l’assessore regionale Simoncini ribadisce che «nel caso si dovessero bloccare gli interessi di Livorno, la Regione agirà con tutti gli atti dovuti», la giunta pentastellata livornese non sembra scombussolata più di tanto: parola dell’assessore Alessandro Aurigi: «Non fermiamo lo sviluppo della città, anzi cerchiamo di fare il suo bene, rendendo consapevole e pienamente coinvolto il consiglio comunale, che è stato eletto dai cittadini». Poi la frecciata: «Se per Simoncini il bene della città è stare ai tempi della Regione, allora questo è un altro discorso».
È quel che emerge nel dibattito in quarta commissione a Palazzo Civico. Ma l’opposizione chiede più volte di chiarire i tempi e quale posizione abbia la giunta sul Prg del porto (con Jari De Filicaia, Pd, che poi allargherà le questioni anche alle designazioni per l’Authority, chiedendo conferma dell’arrivo della lettera del ministro).
«Non vorrei – incalza Andrea Raspanti (Buongiorno Livorno)– che ci fosse una concezione paternalistica della partecipazione». Non gira tanto intorno alle parole e chiede: «Possiamo sapere cosa volete fare rispetto al porto? Discutere senza sapere le vostre posizioni diventa inutile». Stessi dubbi anche per Elisa Amato (Forza Italia): «Se la giunta ha una sua opinione perché non la dice? Spero che le nostre discussioni in commissione non siano una perdita di tempo, visto che avete già in mente le decisioni».
L’assessore dice che si vuol solo stimolare il lavoro del consiglio, «evitando come in passato che le decisioni siano calate dall’alto da parte della giunta». Poi Aurigi assicura: «A fine mese ci sarà il confronto sulle controdeduzioni e le osservazioni alla variante». Nello specifico all’ordine del giorno dei lavori c’era l’ambito della Stazione marittima all’interno del piano regolatore del porto. Nel mirino anche le questioni relative alle altezze delle possibili costruzioni e i 12500 mq per l’area commerciale («ma non possono essere concesse alle grandi reti commerciali», chiarisce l’architetto Maurri).
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