Italia
L’arbero di Natale da sfà? E’ già lì per ir prossim’anno!
L'abbiamo fatto un po' prima". Veste le parole della vicesindàa
Ebbene sì. “L’abbiamo fatto un po’ prima”. Sono state veste le parole della vice sindàa Stella Sorgente, deputata a occupassi dell’arbero di Natale soprattutto per motivi di battesimo (nomen omen), alla luce der fatto che l’arbero di piazza Cavour è – ar momento di scrive’ – sempre lì. Per evità le polemiche che ner dicembre scorso hanno ‘nvestito l’amministrazione comunale quando la Giunta stessa ammise che “non avrebbero fatto l’arbero perché non c’era un euro nemmeno per comprallo da’ cinesi o ne’ negozzini strategici Tutto a 99 centesimi”. Sicché, con una mossa d’astuzia, dopo un sondaggio online con la base der Movimento, i 5 Stelle hanno comunicato che quello che c’è è stato dichiarato “Patrimonio dell’Unlosfò” e che vale anche per tutto ir resto dell’anno, da San Valentino a Ferragosto, fino ar Natale 2015. Quarche cittadino tra più ‘ncalliti commentatori online s’è scatenato contro la Giunta grillina utilizzando giochi di parole derivati dalla politica der “Vaffa”. “Vaasfa!”, n’hanno scritto sur sito der Comune. Quarcuno ha pensato a ‘n imprecazione in quarche lingua strana, forse ‘n gaelico, forse in vichingo, quarche esteta ha scomodato ir Celtico der basso Jutland. “Vaasfa!”, n’hanno ribadito. Poi, nella tarda serata di ieri s’è chiarito ir mistero: era ‘n modo livornese per dì “Vaasfa! Va’ a sfà l’arbero, vai”.
I ciaffoni fanno bono, sono antirughe (dice)
Allora... Di vesti tempi bisogna fa' di necessità virtù, come a dire che ci si deve 'ngegnà per tirà fòri il lato bòno nelle situazioni più disperate. Presempio, ‘un ciò più 'n centesimo? Bene, ‘un mi pignorano nulla! Mangio erba di ‘ampo perché la ‘arne o ‘r pesce son cari appestati? Bene, la verdura fa bòno. Ir mi’ ‘ompagno, ogni tanto, mi prende a manate? Bene, così mi vanno via le rughe e vo’ ‘n tasca a’ “biuti senter”. Ma sur serio! La tènnia de' ciaffoni antirughe, ‘nventata da ‘na gheischa tailandese - ve lo giuro mi prendessero a stiaffi- si chiama “feis slàppinghe”. L'ideale, dice, è fassi prende a manate per 20 menuti di seguito, così i risurtati saranno evidenti e 'mmediati. Dé, occhi neri e labbri gonfi? No, macché. Quello succede vando le donne prendano le manate 'n casa e basta. Ma se le stesse labbrate niele dà la massaggiatrice dipromata, allora sì ni vanno via le rughe. Questa pràtia, che ormai pare ricercatissima a San Fransisco (California), costa 350 dollari a seduta (menomale no “a stiaffo”), ma se fai ir pacchetto di vattro con 1000 dollari te la cavi e ti fanno anco sceglie’ dove vòi (e da chi vòi) i ciaffoni. Poi per un anno stai bene, cor viso bello liscio come quello d'una bimbina. Fate 'ome vi pare, ma ar mi' òmo, siccome 'un è mai stato manesco, ni sto facendo i peggio spregi per provocallo e ‘un vedo l'ora che possa 'omincià a prendimi a stonfi. Se l'òmo vostro 'nvece ve le sòna di suo… Oggiù…
Risparmiate, o bischere!
Patrizia Salutij
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Come si vive male, dé! Anzia a palla
Ieri mattina. Livorno centro.
Un inverno che ’un è ’nverno.
Pieni di paure trasmesse e amplifiàte dalla televisione.
Un urlo squarcia l'aria murtietni'a der mercato di Piazza 'Avallotti: "Allà, allà, allà! E' uno grande! Stallà!".
Dé, 'n casino!
Un 'omo indi'a nella folla.
Un indice scuro, coll'ugnolo nero, tipo 'mi tempi vando certi bimbi arraccattavano di tutto senza lavassi le mane.
E' 'r caosse! Tutti inviano a urlà.
"E' Ar Qaida!, ciànno le bombe!".
Donnette 'he svengano, penzionati prostatici che pisciavano nelli scalandroni der mercato che dar tuffo di sangue inviano a girella' 'r mallegato per aria e schizza' tuttontorno.
Arriva' le guardie e una vigilina ner corre' inciampa in una 'operta d'un senegalese che appena visto l'agenti la 'hiude avvorgendoci la povera guardina.
Si diffonde la 'accia ar mussurmano. " E' lui!" dice un bottegaio rivorgendosi alla folla, indi'ando uno scuro di pelle, che reagisce urlando "Io songo 'e Pozzuoli, strunzo!".
Arrivano le teste di sughero, un nòvo 'orpo d'attacco voluto dar Prefetto, e inviano a perquisi’ un sospetto che ciaveva un buzzone.
Lo gnudano, è un pisano di Tremoleto cor una cintola rimpiattata di sarcicce e pe'orini di 'ontrabbando.
Infine ir mistero è risorto: "Allà...è grande!" era solo l'urlo d'un napoletano che indi'ava uno spilungone che aveva scippato una donnetta.
'Me si vive male!
Consalvo Noberini
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Grandi sport crescono
Ir Gòrfe? Noi siamo ma da Minigòrfe!
Ma chi ci gioà? E' come ir Viagra: se ne vende a palla ma nessuno lo piglia!
Ovvia.
Siccome mi garba la statistica, io vorrei sapé – ma dar profondo der cuore – quanti livornesi su 160mila hanno mai gioàto a gorfe. Quaranta ‘n tutto? Sessanta? Novanta? Toh, voglio esagerà: dugento?
No, perché io, non solo non ho mai gioàto a golfe (e non m’è nemmeno passato per l’antiàmera der cervello), ma soprattutto non conosco nessuno che ci gioa o ciabbia mai gioàto o abbia mai ammesso di frequentà quarcunartro che ci gioa.
Sicché? Chi ci gioa si vergognano di dillo? Devo pensà che essendo uno sporte “pottino” un fottio di livornesi lo pratìano ma stanno dimorto zitti: sarà come ir Viagra, che ‘n città ne vendano un monte ma nessuno lo piglia (del resto, sempre di mazze e di palle… da golfe… si parla).
Cosa succederà, ora che apre ir campo di Livorno City (e non Town – diamoci un tono metropolitano, perdinci)?
Che i gorfisti andranno a gioà cor sacchetto ‘n testa? Si metteranno la sacca delle mazze sur capo ed entreranno come involtini portati dar caddy?
Diciamo la verità: noi, a esagerà, s’è gioàto ar minigorfe.
Ecco: ir "minigorfe" è da livornesi. 12/13 buchine 'n cemento armato con gli ostacoli, i trabocchetti e, di solito, un monte di donne in difficoltà che provano a buttalla in bua.
Ner gorfe vero, donne ce n’è poe. Basta si sparga vesta voce per fallo ‘hiude: niente donne, fine der business.
Lo so, qualcuno dirà: “Boia, vanti luoghi comuni!”. Ha’ ragione, guarda: l’ultima volta che ho sentito parlà di gorfe, 'nfatti, è stato per Tiger Woods, uno che più che penzà alle bue... pensa a' bui ‘ndove… Vabbé, s'è capito.
Gente, tutte le passioni ner mondo sono regolate dalle donne!
(Ps. “Woods”, si chiama “Boschi” come la Ministra! Non v’ha aperto un mondo questa rivelazione?).
Claudio Marmugi
Ridatemi l’omino delle strisce!
C’era una volta l’omino delle strisce pedonali che davanti alle scuole elementari e all'asili aiutava i bimbi (e i genitori) ad attraversare la strada fermando le auto con la paletta (non è vero: le macchine, pover’omo, le fermava cor groppone perché faceva letteralmente da scudo cor corpo a mamme e figlioli, come Superman nei firmi d’azione americani – gli omini regolatori delle strisce pedonali davanti alle scuole a Livorno, se si va a vedé, sono i veri Avengers de' nostri tempi). Penso fosse il servizio più utile del mondo, da mantené e tutelà, e invece no: l’hanno levati. Diamine! Perché tenere le ‘ose utili? Peggioriamo! (Insieme a loro, vedrai, hanno brasato anche velli che aprivano e chiudevano i parchi pubblici: così ora ir Parterre lo aprano, a turno, i piccioni e i tarponi, una volta per uno). Peccato perché era ‘n servizio ‘ntelligente per du’ motivi, uno logico (l’utilità in sé), l’altro di rimando: essendo l’omino un pensionato ‘n su’ con l’anni, la mansione, lo teneva impegnato con un incarico di responsabilità. Un servizio, tra l'altro, che sottolineava, indirettamente, tutta la nostra quotidiana inciviltà: se ci son le strisce bisognerebbe fermassi di suo, no che c'è uno a controllà che la gente si fermi davvero. Ma seee. Siccome siamo dimorto ‘ncivili (artro che “Civili”!), era opportuno che ci fosse l'utilissimo omino-vigile. Eh no! Ma qui si sperpera! Levato! Finito! Basta "omini puppa-vaini"! Io, l’omino alla scuola de’ mi’ figlioli, ce l’ho trovato 5 anni e c’è stato sempre fino alla settimana scorsa. Dal 31 dicembre il servizio è stato tolto: “Arrangiatevi!”. In dieci giorni che non c’è più, s’è già rischiato di vedé stiacciàti una decina di figlioli e quarche nonna più lenta nell’andatura. Ma sai com’è… L’omino costava troppo. Troppo, troppo! M’hanno detto, ‘nfatti, che pigliava la cifra di ben du’ euri l’ora. Du’ euri l’ora. E non lavorava 12 ore ir giorno o 24, ma 30 minuti. Quindi, quanto pigliava? Un euro ar giorno. 5 euri la settimana. 20 euri ir mese. E’ vero, sì: "per ciascun’omino" ‘n servizio. Quanti saranno stati 'n tutto? 30 omini? Bimbi, se siamo siamo andati a gamballaria per ir costo dell’omini delle strisce, ma dove si vòle andà? A esse' competitivi cor mondo? Ma nemmeno a fa’ pascolà i pinguini ar Polo! Ma lo sai se l’aveva levati Cosimi, l’omini, c’erano le barricate con le molotov sotto ir Comune. Ma ora no. C’è ir 5 Stelle, tutti boni, tutti bravi, tutti zitti. Si. Fino a che la gente si ferma sulle strisce…
Gino L'Urbano
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Scherza coi fanti... Ma scherza anche su’ santi!
Se c'è un proverbio che mi è sempre stato ostico e anche parecchio antepatio è proprio 'Scherza coi fanti e lascia stare i santi'.
Intanto perché non mi è chiaro quanta satira ci possa sortì fori prendendo sempre di mira i fanti (un giorno li deridi perché i bersaglieri corran più forte, il giorno dopo ni pòi dì che la Marina cià le divise più belle, ma insomma gli argomenti poi un gocciolino ti mancano), e poi perché sono straconvinta che quando si tratta di scherzare, in senso ampio fare satira, umorismo, ironia, mettetela come vi pare, non si debba autocensurarsi. Poi se mi dici te lo 'ompri il libro di Forattini?
Io ti dio che ciai un cardano ner cervello, quello ci mancherebbe, così come immagino che fra di voi ci sia qualcuno che dia "Ohiohi, no la Pasqui un ce la fo mia a leggila" e rientra nella democrazia (sebbene poi in privato io auguri ai miei detrattori e detrattrici alopecia e buzzo con gambe secche ai primi e cellulite a gavoccioli alle seonde).
Ecco, tutto questo girigogolo era per dire che non è possibile piegarsi agli intolleranti fondamentalisti, e attenzione che vale anche per le sentinelle in piedi che per ora un sparano perché sonati come sono si amputerebbero le dita giustappunto dei piedi, ma hai visto mai che qualcuno gli insegni e ci conciano per le feste, anche lorolì.
E quindi che dire, amici e soprattutto amiche mie, voi ridete, ridete appena potete, ma proprio a bocca spalancata, perché gli fa come l'aglio ai vampiri.
Paola Pasqui
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