Il Tirreno

Livorno

Sedici chili di hashish otto arrestati dalla finanza

Sedici chili di hashish otto arrestati dalla finanza

Mega operazione delle Fiamme Gialle: la città al centro dello spaccio i pusher usavano i social network per accordarsi e auto a noleggio per spostarsi

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LIVORNO. I social network per comunicare, auto a noleggio per spostarsi senza rischi, schede telefoniche cambiate anche una volta al mese, e ragazzi incensurati usati come corrieri della droga, per non dare nell’occhio. Una rete ben ramificata, composta da livornesi e nordafricani, con un deposito anche a Ponsacco. E Livorno come capitale dell’hashish. Un sistema che è stato scoperto e smascherato dalla Finanza: cinque arresti, fatti ieri mattina, che si aggiungono ad altri tre già effettuati nei mesi scorsi, per un totale di 16.3 chili di droga sequestrata. E la guerra allo spaccio di hashish in città è dichiarata.

All’alba, i finanzieri livornesi del Nucleo tributario, insieme alle unità cinofile del Gruppo e ai colleghi di Pisa, hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip Antonio Del Forno. Un’indagine, chiamata operazione “Suv”, guidata dalla pm Antonella Tenerani. Le misure restrittive e le perquisizioni sono state eseguite nei confronti di quattro marocchini, Elidrissi Said, Bounif Said, Dridi Abdelmjid, Naanai Driss, di età compresa tra 33 e 28 anni e domiciliati tra Pontedera e Ponsacco, e di Stefano Gargiulo, 29enne originario di Torre Annunziata ma residente in città. Si tratta di persone già note per episodi legate alla droga, senza fissa dimora e quasi tutti senza redditi, che secondo la Guardia di finanza vivono con i guadagni derivanti dal traffico di stupefacenti. Nei confronti di Naanai Driss e Stefano Gargiulo è stato eseguito anche un sequestro probatorio di conti correnti dormienti. Ulteriori quattro perquisizioni domiciliari sono state effettuate a casa di 4 livornesi, tra i 20 e i 32 anni, sospettati di aver acquistato lo stupefacente ai fini di spaccio.

L’indagine è scaturita dall’arresto in flagranza lo scorso agosto di un livornese di 38 anni, Valerio Dutti, accusato di detenzione di mezzo chilo di hashish che, secondo gli accertamenti della Finanza era stato ceduto da Stefano Gargiulo attraverso un rapido scambio avvenuto vicino alle Sughere. Le successive indagini della Finanza hanno permesso di risalire - attraverso appostamenti, pedinamenti, perquisizioni, intercettazioni telefoniche e ambientali - ai fornitori della droga. Un’inchiesta da cui è emerso come avviene lo spaccio in città.

In particolare, è venuta fuori l’esistenza di un gruppo marocchini residenti nel Pisano, che per le fiamme gialle rappresenta l’anello intermedio di una rete dedicata alla droga in più step. In primis, c’era l’acquisto di droga, con rifornimento da un gruppo non identificato, attivo tra Milano e l’Emilia Romagna e, nell’ultimo periodo, da Bounif Said e Dridi Abdelmajid, attivi invece nelle zone di Firenze e Castelfranco di Sotto. Poi, c’era la vendita dei panetti di droga, soprattutto hashish, sul territorio livornese, che è diventato il principale mercato di riferimento. Poi, i pusher labronici cedevano la droga a un altro anello, più basso, che si occupava della vendita al dettaglio.

Gli indagati, per ridurre i rischi, utilizzavano diversi accorgimenti. Cambiavano (anche una volta al mese), spesso in concomitanza con arresti o perquisizioni di altri, cellulari e schede telefoniche che venivano poi intestate a persone compiacenti. Inoltre, usavano linguaggi criptati e comunicavano tramite social network; concordavano appuntamenti in posti isolati, facevano ricorso ad auto a noleggio, e usufruivano di macchine intestate a familiari. In aggiunta, utilizzavano molto denaro contante, e frazionavano i viaggi per l’acquisto di droga coinvolgendo come corrieri ragazzi, incensurati o con pochi precedenti di polizia, che si assumevano direttamente la responsabilità di eventuali controlli di polizia.

La droga veniva normalmente nascosta, per lo più la notte, in terreni agricoli, boschi o in capannoni abbandonati. Nel corso dei diversi interventi di polizia giudiziaria sono stati arrestati altri due livornesi, Manuel La Macchia e Andrea Martelli, di 24 e 20 anni, individuati come clienti del gruppo dei marocchini. Andrea Martelli secondo la Finanza aveva acquistato due chili di hashish da Elidrissi Said e poi era stato intercettato con la sua auto al rientro in città. La Macchia quindi è stato arrestato perché considerato un corriere, che avrebbe provveduto - per conto di Elidrissi Said, Bounif Said e Stefano Gargiulo come destinatario finale della merce - a trasportare 1 chilo e mezzo di hashish in ovuli dalla zona di Faenza a Livorno.

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di Redazione web