Il Tirreno

Livorno

Mendella scarcerato, torna a casa dopo 7 mesi

di Federico Lazzotti ; di Federico Lazzotti

Il Tribunale del Riesame ha accolto le richieste della difesa nell’inchiesta bis Ora l’ufficiale dovrà aspettare il processo agli arresti domiciliari

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LIVORNO. Era la mattina dell’11 giugno dello scorso anno quando quattro agenti della Digos entrarono dell’ufficio dell’allora comandante della guardia di Finanza di Livorno Fabio Massimo Mendella per notificargli un’ordinanza di arresto: concorso in concussione e rilevazione del segreto di ufficio, le accuse che venivano contestate all’ufficiale per il quale si ipotizza ancora di aver intascato tangenti in cambio di favori.

Da quel giorno Mendella è rimasto per oltre duecento giorni rinchiuso in carcere, dove nell’ottobre scorso gli è stata notificata anche un’altra ordinanza di custodia cautelare per reati simili. Ora a distanza di sette mesi dal primo arresto l’ex comandante è tornato a casa: trasferito agli arresti domiciliari dove dovrà aspettare il giorno dell’udienza preliminare, fissato per il 29 gennaio, e successivamente gli eventuali processi.

Decisivo per la scarcerazione dell’ufficiale il provvedimento firmato dal collegio del Tribunale di Napoli che ha smontato in buona parte le accuse per quello che riguarda l’inchiesta bis nella quale è coinvolto anche il re delle farmacie napoletane, l’imprenditore Nazario Matachione.

Proprio il rapporto tra l’imprenditore e l’ufficiale della Finanza era al centro dell’inchiesta in particolare perché l’ex comandante avrebbe rivelato all’amico la presenza di un esposto nei suoi confronti.

Le indagini - si legge nel dispositivo - hanno accertato che il militare Mendella sapeva dell’esposto ma che non fu lui a consegnarlo al re delle farmacie.

«Oltre che incoerenti, contraddittorie e dunque imprecise, le dichiarazioni di Maria Palomba (ex moglie dell’imprenditore ndr) non hanno trovato alcun oggettivo appiglio dal punto di vista probatorio, anzi sono state smentite», scrivono i magistrati.

«Non riscontrata anche l’affermazione di Maria Palomba secondo cui Nazario Matachione fece assumere la moglie di Mendella presso una delle sue farmacie», incalzano i giudici del Riesame.

«Assunzione, secondo il racconto, che servì solo per farle percepire l’indennità di maternità».

In realtà, si legge nelle motivazioni «il fatto è smentito dall’estratto previdenziale relativo alla donna che al momento della maternità era dipendente della Unipersonale Marvecs».

Eppure si legge ancora nelle motivazioni: «Mendella ha ammesso i rapporti di frequentazione e amicizia con Nazario Matachione, la cui moglie fece da madrina alla figlia nell’ottobre del 2009. Ma los tesso Mendella ha dichiarato di aver saputo dell’esposto anonimo dal generale Mainolfi che gli parlò anche del contenuto dopo l’avvio degli accertamenti nelle farmacie dell’amico. Mendella ha raccontato che anche Matachione gli parlò delle verifiche in corso e nella stessa occasione gli raccontò anche dell’esposto che aveva dato origine all’accertamento, e di cui aveva avuto notizia da ambiti dei carabinieri».

Tutti elementi che i giudici hanno giudicato credibili, tanto da «annullare l’ordinanza impugnata dai legali degli indagati disponendo l’immediata scarcerazione delle tre persone coinvolte nell’indagine della Procura».

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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