Gioco
Il paradosso delle famiglie “prigioniere”
Alla Chiccaia non vivono solo gli assegnatari delle case popolari: ci sono anche famiglie (dodici in tutto) che negli anni hanno comprato la casa popolare, diventandone proprietarie. Si tratta di un...
Alla Chiccaia non vivono solo gli assegnatari delle case popolari: ci sono anche famiglie (dodici in tutto) che negli anni hanno comprato la casa popolare, diventandone proprietarie.
Si tratta di un gruppo di famiglie che rischiano di vivere una situazione senz’altro paradossale: "prigioniere" di case di proprietà che non possono essere vendute (perché da espropriare, stando al piano di recupero) e all'interno di un blocco che deve essere demolito, ma forse ora no.
E' per parlare di queste famiglie che ieri in Comune si sono riuniti l'assessore al sociale, i tecnici dell'ufficio casa e i rappresentanti dell'Asppi, l’associazione sindacale che raggruppa i piccoli proprietari immobiliari.
«Tra le righe - riferisce il responsabile dell'Asppi livornese, Sirio Grassi (foto sopra) - è apparso con chiarezza che il piano di recupero di Shangai non sarà più attuato per come era stato previsto con la delibera del 2005, ovvero con la demolizione e la ricostruzione, ma si arriverà un recupero degli edifici esistenti».
L’architetto che guida l’organizzazione dei piccoli proprietari tiene a puntualizzare che «in base a quanto previsto nel 2005 - ricorda - i privati avrebbero dovuto essere espropriati. Strada facendo alcuni di loro avevano trovato un accordo con la precedente amministrazione: chi voleva poteva rinunciare ai soldi dell'esproprio in cambio dell'affitto contenuto di una nuova casa popolare. Ora - chiosa - per quelli che restano la situazione si sta facendo sempre più difficile: due alloggi svuotati sono già stati occupati…».
Al termine dell'incontro in Comune, partito in salita, Grassi si è comunque detto «soddisfatto». Perché, spiega, «abbiamo ripreso un dialogo che sembrava essersi interrotto con il cambio di amministrazione». E aggiunge: «In sostanza il percorso ora prevederebbe il restauro del blocco e, per quanto riguarda i piccoli proprietari, la rassegnazione di un appartamento ristrutturato o l'esproprio. L'assessore Dhimgjini (foto sotto) ha garantito che nei prossimi giorni ci sarà una riunione di giunta per definire scadenze e cronoprogramma».
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