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Due gigolò in manette per estorsione: "Ricattavano il prete dopo i video hard"
Livorno, in manette sono finiti due uomini di 20 e 40 anni. A denunciare le minacce la stessa vittima: gli ho consegnato 3.000 euro. Dopo tre giorni in carcere i responsabili trasferiti ai domiciliari
LIVORNO. E’ un triangolo criminale, fatto di incontri omosessuali e ricatti a luci rosse, quello scoperto dai carabinieri sull’asse che collega Livorno con la Versilia. Due le persone finite in carcere con l’accusa di estorsione in concorso ai danni di un parroco livornese. In manette sono finiti due uomini di 22 e 40 anni residenti rispettivamente a Viareggio e Torre Del Lago. Secondo gli investigatori, avrebbero prima avuto alcuni rapporti sessuali (a pagamento) con il parroco e successivamente lo avrebbero ricattato con alcuni video per tenere nascosti quelli stessi incontri. La cifra che il prete avrebbe consegnato solo nel mese di dicembre ai due presunti estorsori si aggirerebbe intorno ai 3.000 euro.
E’ stata la vittima a denunciare ai carabinieri l’estorsione. “Ci sono due uomini che mi stanno ricattando”, ha spiegato ai militari. Lunedì sera poco prima della mezzanotte è scattata la trappola. I due uomini, infatti, sono venuti a Livorno per incassare i soldi dell’estorsione, ma invece del denaro hanno trovato ad aspettarli i carabinieri. I due sono stati arrestati e rinchiusi nel carcere delle Sughere. Venerdì 16 gennaio, davanti al giudice Gioacchino Trovato, è andata in scena la convalida dell’arresto. I due presunti estorsori, difesi d’ufficio dall’avvocato Gabriele Rondanina, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Dunque non hanno spiegato i retroscena della vicenda, i rapporti con il parroco, né tantomeno hanno cercato di giustificarsi rispetto alle contestazioni. Nonostante il pubblico ministero Arianna Ciavattini avesse chiesto il trasferimento in carcere dei due, il giudice ha disposto il trasferimento di entrambi agli arresti domiciliari.
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