Lutto
Mazzoni e Luci: «Pronti a rilevare la Fortezza»
I due calciatori amaranto (proprietari di un ristorante) inconteranno Nogarin «Livorno esca dall’apatia e sfrutti le sue bellezze, ecco il nostro progetto»
LIVORNO. Ristoranti in cui gustarsi un cacciucco e bar dove assaggiare il ponce, un palco per spettacoli dal vivo e una zona tutta dedicata ai bambini. E poi un’area in cui fare sport, guide in abiti storici che raccontano le origini di Livorno, gli anni dei Medici e del porto franco, le glorie risorgimentali e la resistenza agli austriaci, e qua e là gazebi in cui poter comprare un vino di Bolgheri o un souvenir, magari la stampa di un disegno di Modì o un cd con un’opera di Mascagni, una chanson di Piero Ciampi o di Bobo Rondelli, un libro di Simone Lenzi o semplicemente una statuetta dei Quattro Mori.
Una città dentro la città, nel cuore di Livorno, disseminata sui 25mila metri quadrati della Fortezza Nuova, una Livorno dentro Livorno, delimitata dai fossi, ma a pochi metri dal porto, dal centro e dai negozi. Che si accenda a maggio e resti viva quasi 24 ore al giorno, fino ad ottobre. Mattina e pomeriggio per i crocieristi, la sera per i livornesi e per quelle decine di migliaia di potenziali visitatori che nei 10 giorni di Effetto Venezia dimostrano di esistere, di esserci, di aspettare solo un’occasione, un invito, un evento per prendere l’auto, inforcare la Fipili e venire a respirare un po’ di salmastro, sarcasmo e livornesità.
Sembra un sogno più che un progetto e invece è un progetto credibile, già definito e dettagliato, oltreché un sogno. Pronto per essere presentato al sindaco Filippo Nogarin, condiviso da una serie di aziende e associazioni del territorio, e soprattutto firmato da chi non t’aspetteresti mai: due giocatori amaranto, non due qualunque, ma Luca Mazzoni e Andrea Luci, le anime autoctone del Livorno che lotta per tornare tra i grandi, che danno a quest’idea un’aureola di romanticismo e al tempo stesso d’attendibilità, ma pure la forza di spalle larghe, in grado di metterci capitale e attirare sponsor, di destare interesse e garantire coinvolgimento.
I soliti disfattisti potranno obiettare: che ne sanno due calciatori di come rilanciare il turismo in una città che su questo tema si dibatte da una vita e che non ha mai trovato una risposta vincente?
La replica è facile facile: né Mazzoni né Luci annunciano chissà quali formule taumaturgiche e soprattutto non invocano aiuti dall’alto. Semplicemente ci mettono la faccia, un po’ di soldi, la loro fama e lanciano la sfida, insieme all’amico e socio Massimiliano Frasca, a cui hanno affidato la gestione de La Vecchia Ciurma, il ristorante di Borgo Cappuccini che hanno inaugurato due anni fa e che vola negli apprezzamenti dei siti specializzati.
Di questi tempi è tantissimo, ancor di più per chi nel pieno della carriera potrebbe godersi la notorietà e fare vita da vip, anziché impelagarsi in rischiosescommesse. «Ci mettiamo la faccia perché crediamo nel progetto e sappiamo che i nostri nomi possono servire alla causa - spiega Mazzoni -, ma dietro di noi ci sono professionisti che hanno aderito con entusiasmo e da alcuni mesi stanno lavorando per dare concretezza alle nostre idee. Siamo in attesa di incontrare il sindaco a cui presenteremo un dettagliato business plan».
QUEI TURISTI IN ATTESA
DEL NULLA
Se dall’amministrazione arriverà un apprezzamento, i vari soggetti che Mazzoni, Luci e Frasca hanno calamitato attorno a sè, daranno vita al Consorzio “Leggi Livornine” che dovrà diventare il deus ex machina della rinascita della Fortezza Nuova in salsa amaranto.
Se qualcuno pensa che al centro del progetto ci sia una diversificazione del business - dalla ristorazione alla creazione di eventi - si sbaglia di grosso. Mazzoni lo dice chiaramente: «Più che uno scopo commerciale, c’è un po’ di romanticismo e tanto amore per Livorno - sottolinea -. Quando la mattina passeggio per il centro e vedo centinaia di turisti bighellonare tra piazza Grande e piazza del Municipio in attesa del nulla, mi sale un moto di rabbia. Ma come, mi chiedo: una città come la nostra, che ha due Fortezze antiche, un sistema di canali unico, una storia e personaggi importanti, merita di essere un luogo da cui fuggire o in cui attendere con noia che riparta la nave?».
IL PARADISO DEI CROCIERISTI
Sono proprio i crocieristi una delle due gambe del progetto dei due calciatori amaranto: «E’ impensabile non portare quelli che scelgono di restare in città dentro la Fortezza Nuova - sottolinea Frasca -. Far attraccare in Fortezza i battelli che fanno i giri dei fossi, è il primo passo, fin da inizio mattina. E una volta arrivati lì, i turisti devono trovare un luogo pieno, vivo, vitale, una città nella città».
Tutto nasce da una convinzione su cui Mazzoni non ha dubbi e che si basa non solo sul fascino della Fortezza, ma anche sulla sua centralità geografica: «Se prende vita la Fortezza Nuova, vive la città. E’ un progetto che vuol tenere i crocieristi in centro - sostiene il portiere -, fargli passare magari una mezza giornata in Fortezza e poi all’uscita sarà naturale arrivare in via Grande, nel pentagono del Buontalenti, vivere il centro. Chi sta mezza giornata in Fortezza, poi non va alla stazione e fugge: resta. Ed è un guadagno per tutti».
L’ESTATE DEI LIVORNESI
L’altra gamba del progetto sono invece i livornesi. «Perché la Fortezza è nostra, è un luogo in cui portare i bambini quando d’estate le scuole sono chiuse, un luogo in cui ascoltare musica, fare sport, potersi ritrovare di sera, sotto le stelle, a parlare, mangiare, bere. Per questo abbiamo progettato circuiti per bambini, un asilo all’aperto, spazi didattici, punti ristoro, bar, palchi, tutto in strutture mobili, chiaramente, ed eleganti, che non impattino sull’ambiente circostante». Il ristorante, i bar, sono solo un elemento del progetto. «Il cuore sono gli eventi - continua Mazzoni - e nella nostra organizzazione ogni soggetto dovrà interessarsi dei propri settori». Tra quelli coinvolti la Fondazione Goldoni («perché non può esserci una stagione teatrale estiva?»), le Guide Storiche, il consorzio di Bolgheri.
ASPETTANDO NOGARIN
A breve l’incontro col sindaco dovrà dire se il progetto ha un futuro oppure resterà un sogno da rinchiudere nel cassetto. «L’idea è valorizzare un luogo bello, importante, nel rispetto di una storia importante, utilizzare tutto questo per far trovare qualcosa a chi viene in questa città caduta nell’apatia. Uno dei punti di forza del programma elettorale dei Cinque Stelle era l’apertura ai cittadini e ai loro progetti. Vediamo se è davvero così».
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