Attenzione
Estro e competenza, la sfida di Marco allo Zero Robotics
Lo studente rosignanese alle finali internazionali in Olanda, all’Agenzia spaziale: «Un’esperienza unica»
ROSIGNANO. Si chiama Marco Costa, ha 17 anni, vive a Rosignano ma frequenta la IV° Informatici all'Istituto tecnico di Livorno.
Ieri, insieme ad altri studenti, partirà per l'Olanda. Direzione Noordwijk, cittadina vicino ad Amsterdam dove domani si giocherà la finale del torneo internazionale di Zero Robotics. Una gara di robotica alla quale parteciperanno squadre dall'Italia e da tutta Europa.
Dalla città di Livorno, oltre al team di Marco Costa, i Sunspots, formato quindi da otto ragazzi e da due ragazze dell'Iti e del liceo scientifico Cecioni, altre due formazioni di studenti del liceo livornese. «É da maggio, quando abbiamo partecipato alla fase nazionale – ci racconta Marco – che ci diamo da fare per questo torneo. Ci siamo impegnati molto, sia durante le vacanze estive che durante quelle di Natale».
La gara finale infatti si svolgerà all'interno della sede dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea, tra i principali sponsor dell'evento insieme a Nasa, Mit e Politecnico di Torino. «Si tratta di una grande esperienza – prosegue – che ci ha fatto rendere conto di quanto grande sia questo ambiente, di quante persone ci lavorano e di quanto importante sia il loro impegno. Un ambiente veramente molto più grande di quello che ci aspettavamo». Una grande soddisfazione per lui così come per i suoi compagni partecipare alla finale di un torneo internazionale di grande prestigio. «Parteciperanno studenti da tutte le nazioni – racconta – le squadre europee si ritroveranno venerdì in Olanda mentre quelle americane si giocheranno la finale direttamente in America».
Un concorso che richiede sicuramente cervello, intelligenza e agilità oltre che passione per le discipline scientifiche e per la robotica. «Le materie che ci sono servite per approfondire le tematiche della gara – ci dice – sono informatica, matematica, fisica e inglese, la lingua nella quale dobbiamo comunicare». E Marco Costa è proprio d'informatica che da sempre è stato appassionato. «Quando terminerò l'Iti proseguirò i miei studi. Voglio iscrivermi alla facoltà d'Informatica».
Un ragazzo pieno di entusiasmo ma anche e soprattutto, delle necessarie competenze per affrontare assieme al suo team una sfida a livello mondiale. Durante la semifinale hanno simulato al computer scatti di foto esterne alla stazione spaziale internazionale durante delle interferenze dei flash solari mentre alla finale di domani nessuna simulazione. Gli studenti, infatti, verranno messi alla prova con la programmazione di speciali robot, gli Spheres, minisatelliti artificiali realizzati dal Mit, che piloteranno direttamente all'interno della stazione spaziale che per l'occasione si trasformerà quindi in un campo da gioco per giovani studenti di tutte le nazionalità, desiderosi di imparare e mettere in mostra le loro capacità.(e.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
