Lutto
Droga, otto arresti e 16,3 chili di hashish sequestrati
Mega indagine della Finanza contro lo spaccio in città: in manette livornesi e nordafricani: traffico da Faenza e Milano verso Livorno. Si mettevano d'accordo sui social network
LIVORNO. Cinque arresti che si aggiungono ad altri tre giù effettuati per un totale di 16.3 chili di droga sequestrata. Una maxi oeprazione della Finanza che dichiara guerra allo spaccio di hashish in città.
Nelle prime ore del mattino di giovedì 15 gennaio 2015, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Livorno, insieme al personale e alle unità cinofile del Gruppo e ai militari del Nucleo di polizia tributaria di Pisa, hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip Antonio Del Forno, nell’ambito di un’indagine di polizia giudiziaria, chiamta operazione “Suv”, diretta dalla Procura della Repubblica a contrasto del traffico illecito di sostanze stupefacenti, guidata dalla pm Antonella Tenerani.
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Le misure restrittive, con contestuali perquisizioni domiciliari e personali, sono state eseguite nei confronti di quattro marocchini, Elidrissi Said, Bounif Said, Dridi Abdelmjid, Naanai Driss, di età compresa tra 33 e 28 anni e domiciliati tra Pontedera e Ponsacco, e di Stefano Gargiulo, 29enne originario di Torre Annunziata ma residente a Livorno.
Si tratta di persone già note per episodi legate alla droga, senza fissa dimora e quasi tutti senza redditi, che secojdo la Guardia di finanza vivono con guadagni deirvanti da traffico di sostanze stupefacenti. Nei confronti di Naanai Driss e Gargiulo Stefano è stato eseguito anche un sequestro probatorio delle provviste attive giacenti sui loro conti correnti.
Ulteriori quattro perquisizioni domiciliari sono state effettuate nei confronti di altrettanti italiani residenti nel Comune di Livorno, di età compresa tra 32 e 20 anni, sospettati di aver acquistato sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’indagine è scaturita dall’arresto in flagranza di reato nel mese di agosto 2014 di un livornese di 38 anni, Dutti Valerio, accusato di detenzione di mezzochilo di hashish, secondo gli accertamenti della Finanza ceduto da Stefano Gargiulo attraverso un rapido scambio avvenuto vicino alle Sughere.
Le successive indagini di polizia giudiziaria delegate dalla magistratura alla Finanza hanno permesso di risalire - attraverso appostamenti, pedinamenti, perquisizioni, intercettazioni telefoniche e ambientali - ai fornitori della droga e di comprendere le modalità di approvvigionamento e di spaccio nella zona di Livorno.
In particolare, è emersa l’esistenza di marocchini residenti in provincia di Pisa, tra loro coordinati, che per le fiamme guialle rappresentano l’anello intermedio di una struttura dedicata alla droga in più step. In primis, l’acquisto di droga, con rifornimento da un gruppo non identificato, arttivo nel Nord Italia (zona Milano), in Emilia Romagna e, nell’ultimo periodo, con riferimento a Bounif Said e Dridi Abdelmajid, attivi invece nelle zone di Firenze e Castelfranco di Sotto. Poi, c'era la fase della vendita di panetti di droga, in particolare hashish, i sul territorio livornese, che è diventato il principale mercato di riferimento, attraverso gente del posto che riforniva, di volta in volta, l'area con quantitativi di un certo rilievo. Queste persone poi cedevano la droga a un successivo anello più basso per la vendita al dettaglio.
Gli indagati, per ridurre i rischi, utilizzavano diversi accorgimenti per sfuggire ai controlli. Infatti, erano soliti cambiare (anche una volta al mese), spesso in concomitanza con arresti o perquisizioni di altri, telefoni cellulari e schede telefoniche che venivano poi intestate a persone compiacenti. Inoltre, usavano linguaggi criptati e comunicavano tramite social network; concordavano appuntamenti in posti isolati, facevano ricorso ad auto a noleggio, e usufruivano di macchine intestate a familiari. In aggiunta, utilizzavano molto denaro contante, frazionavano i viaggi per l’acquisto di droga coinvolgendo come corrieri giovani ragazzi, incensurati o con pochi precedenti di polizia, che si assumevano direttamente la responsabilità di eventuali controlli di polizia.
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La droga veniva normalmente occultata, per lo più nelle ore notturne, in terreni agricoli, boschi o in capannoni abbondonati. Nel corso dei diversi interventi di polizia giudiziaria sono stati arrestati altri due livornesi (Manuel La Macchia e Andrea Martelli, di 24 e 20 anni), individuati come clienti del gruppo dei marocchini. Andrea Martelli secondo la Finanza aveva acquistato 2 chili di hashish da Elidrissi Said e poi era stato intercettato con la sua auto al rientro in città. La Macchia quindi è stato arrestato perché considerato un corriere, che ha provveduto - per conto di Elidrissi Said, Bounif Said e Stefano Gargiulo come destinatario finale della merce - a trasportare 1,5 kg di hashish in ovuli dalla zona di Faenza a Livorno.
La maggior parte delle sostanze stupefacenti è stata sequestrata in una struttura abbandonata vicino a una fabbrica in disuso a Ponsacco, dove i soggetti marocchini occultavano in buste di plastica 11 kg di hashish.
Complessivamente, al termine dell’indagine, sono stati tratti in arresto 8 persone e sequestrati 16.3 chili di hashish.
I cinque sottoposti alla misura cautelare personale sono stati trasferiti alle Sughere dove hanno il divieto di parlare tra loro.
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