Gioco
Aurigi: sul Prp la Regione non ci scavalcherà
In commissione l’assessore rivela un incontro con il braccio destro di Rossi. Ma da Firenze smentiscono
LIVORNO. Siamo a seduta inoltrata quando l'assessore all'urbanistica, Alessandro Aurigi, scuote una quarta commissione fino a quel momento un po’ soporifera, rivelando che Ledo Gori, capo di gabinetto del governatore Enrico Rossi, avrebbe tranquillizzato l'amministrazione sul fatto che la Regione non si avvarrà dell'articolo 237 della legge 65, con cui si è di fatto garantita la possibilità di sostituirsi alla giunta comunale nell'approvazione della variante anticipatrice al Piano regolatore portuale, qualora l'ok a Palazzo civico non avvenga entro la scadenza prevista.
Scadenza che, stando alla legge, sarebbe fissata al 26 gennaio. Da quella data in poi la Regione potrebbe approvare l’atto al posto del consiglio comunale.
In commissione Aurigi ha precisato che, a prescindere da tutto, il Comune non avrebbe comunque i tempi tecnici per l'approvazione della Variante entro gennaio, poiché prima dell'approdo in consiglio servono alcuni passaggi in giunta e nelle commissioni tecniche.
Ciò nonostante, come sottolineato dall'assessore, le tempistiche necessarie affinché la Regione si sostituisca al Comune sarebbero molto più lunghe di quelle prospettate in un primo momento, se è vero che l'iter partirebbe con una diffida che dovrebbe arrivare a Palazzo civico con "congruo anticipo". L'eventualità è stata però scartata da Aurigi, che ha rivelato di aver avuto un colloquio con Gori prima di Natale: «Mi è stato detto chiaramente dal responsabile di gabinetto del presidente Rossi – riferisce – che la Regione non ha intenzione di usare questa possibilità. Perciò i tempi per la discussione possono essere più elastici».
L'ottimismo trapelato in commissione dura però poche ore. Nel pomeriggio, raggiunto telefonicamente dal Tirreno, l'assessore regionale al Lavoro, Gianfranco Simoncini, prova a fare chiarezza: «Ho parlato con Gori, e come mi aspettavo mi ha confermato di non aver fatto dichiarazioni in tal senso. Dichiarazioni che avrebbero smentito quanto detto, oltre che dal sottoscritto, dal presidente Rossi. Il capo di gabinetto ha solo ribadito che stiamo lavorando per una soluzione condivisa. Poi ognuno si prenderà le sue responsabilità».
Tradotto: è possibile che la Regione non faccia partire la diffida nei giorni immediatamente successivi alla scadenza, ma l'attesa affinché l'amministrazione arrivi a completare l'iter non sarà infinita.
Le dichiarazioni di Aurigi contrastano proprio con quanto affermato appena tre giorni fa dallo stesso Simoncini: «Se c'è chi non fa le cose – aveva detto lunedì sera al convegno organizzato dal Pd – e la legge ci consente poteri sostitutivi, saremo noi a farle».
In commissione i consiglieri del Movimento 5 Stelle avevano espresso le loro preoccupazioni nel caso in cui alla base delle rassicurazioni di Aurigi ci fosse stata una incomprensione (o un ripensamento) della Regione, che in mancanza di una modifica alla normativa potrebbe avvalersi comunque in futuro della legge 65 (pienamente operativa, nonostante il governo stia valutando il sussistere di principi di incostituzionalità, che peraltro non toccano l'articolo 237). Per questo, supportati anche dai consiglieri di opposizione (De Filicaia del Pd, Raspanti di Bl e Amato di Fi), hanno chiesto che il consiglio comunale approvi un atto con cui dare conto delle novità e disporre un cronoprogramma per fissare le discussioni delle prossime settimane e il momento della decisione finale sulla variante.
Resta da capire quale sia la volontà dell'amministrazione comunale: i consiglieri pentastellati hanno espresso più volte la loro contrarietà alla Darsena Europa e più in generale al documento redatto dall'Autorità Portuale. Ma nonostante le insistenze delle minoranze, ieri Aurigi non si è sbilanciato: «La Regione - ha concluso – ha intenzione di arrivare alla fine del percorso il prima possibile. È quello che vogliamo anche noi. Con più tempo a disposizione abbiamo però la possibilità di arrivare in consiglio con la piena consapevolezza del Prp e la facoltà di proporre modifiche o accorgimenti da inserire nella variante».
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