Il Tirreno

Livorno

i conti dell'azienda

Aamps, la Corte dei conti apre un fascicolo

di Juna Goti
L'ingresso della sede Aamps al Picchianti
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L'ingresso della sede Aamps al Picchianti

Sia gli ex sindaci revisori che le presidenti della commissione bilancio e del consiglio comunale avevano inviato una segnalazione alla magistratura contabile. Sotto i riflettori una transazione

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LIVORNO. La Corte dei conti della Toscana ha aperto un fascicolo sui conti di Aamps. È questo l'ultimo tassello della vicenda esplosa in Comune con le due commissioni bilancio convocate tra settembre e ottobre per discutere dell'azienda dei rifiuti (partecipata al cento per cento dal Comune). Commissioni alle quali aveva fatto seguito una segnalazione alla Corte da parte della presidente di commissione, "vistata" dalla presidente del consiglio comunale.

La conferma arriva direttamente dagli uffici regionali della Corte dei conti. Il fascicolo, spiegano da Firenze, è stato aperto poche settimane fa, tra novembre e dicembre: gli addetti ai lavori sono quindi nella primissima fase dell'attività istruttoria e per ora - fanno sapere - non sono state avviate indagini esterne. Si sa, però, che oggetto degli accertamenti della magistratura contabile, almeno in questa prima fase, è una transazione fatta dall'azienda dei rifiuti. Già in commissione, lo scorso primo ottobre, gli ex sindaci revisori di Aamps avevano puntato il dito contro un accordo raggiunto tra l'azienda e un contribuente privato: l'ex presidente del collegio, Giovanni Verugi, aveva riferito pubblicamente che «un operatore portuale era stato oggetto di un accertamento Tia per le annualità 2007-2012, per un importo di 383.000 euro, più 17.000 euro di ulteriori spese», ma che poi l'azienda aveva «ridotto il pagamento di due terzi, riscuotendo 126.000 euro, rateizzati, senza interessi», perché, in sostanza, quell'operatore «era in difficoltà economiche».

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Gli ex sindaci revisori, va sottolineato, già lo scorso anno avevano espresso parere negativo sul bilancio 2013 (poi approvato dall'assemblea dei soci, cioè dalla giunta Cosimi, il 23 maggio, a due giorni dalle elezioni amministrative) e avevano poi deciso di presentare un esposto alla Corte dei conti. Ma, come detto, non sono i soli ad essersi rivolti alla magistratura contabile: dopo l'audizione infuocata dello scorso primo ottobre a Palazzo civico, anche la presidente della seconda commissione bilancio, Elisa Amato di Forza Italia, e la presidente del consiglio comunale, Giovanna Cepparello, hanno scritto al procuratore regionale della Corte per chiedere copia dell'atto dei sindaci revisori e per segnalare quanto emerso nella commissione trasmessa in diretta streaming. Quasi un atto dovuto, considerando la delicatezza delle parole pronunciate nel salone del municipio. La lettera delle presidenti è datata 6 novembre e anche qui viene fatto riferimento a quanto dichiarato pubblicamente dai revisori circa una «presunta irregolarità in merito ad un accordo transattivo concluso con un contribuente moroso per la Tia».

Starà alla Corte valutare se ci sono stati danni economici di qualche tipo nel comportamento dell'Aamps e del Comune e in quel caso muoversi di conseguenza. Intanto i botta e risposta andati in scena nelle due commissioni dell'8 settembre e del primo ottobre rischiano di finire in tribunale. Gli ex sindaci revisori - come raccontato ieri dal Tirreno - hanno infatti querelato l'assessore al bilancio, Gianni Lemmetti, per quanto riferito in sala sui rilievi fatti nel 2013 dal ministero dell'Economia. Gli ex revisori hanno detto di essersi sentiti offesi dal punto di vista professionale. Alla fine la polizia giudiziaria ha chiesto di acquisire gli atti (verbali e streaming) delle commissioni: l'ipotesi di reato è diffamazione.

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