Gioco
Vendita Porta a Mare, esposto bis in Procura
Livorno, è stato presentato dall’avvocato dei riparatori navali durante l’udienza sull’inchiesta madre. Al centro delle accuse il degrado del Bacino
LIVORNO. Nuovo esposto «simile al primo nei contenuti» sulle presunte irregolarità nella compravendita e nella gestione di Porta a Mare e il successivo abbandono e degrado del Bacino di carenaggio. Lo ha presentato mercoledì 14 gennaio al giudice Gioacchino Trovato l’avvocato Massimo Rossi che rappresenta i riparatori navali.
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L’occasione è stata l’udienza nella quale si è discussa l’opposizione all’archiviazione della prima inchiesta sul presunto (e finora mai dimostrato) patto criminale tra i poteri della città nella compravendita dell’ex cantiere Fratelli Orlando ad Azimut Benetti. Tra gli indagati - sono una dozzina in tutto - ci sono anche gli ex sindaci Alessandro Cosimi e Giafranco Lamberti e gli ex numeri uno della Port Authority.
Nell’udienza di mercoledì hanno parlato gli avvocati difensori che hanno ripetuto al giudice che questa indagine «deve essere archiviata». E non solo perché - secondo i legali - «il giudice non avrebbe dovuto riaprire i termini per l’opposizione all’archiviazione perché scaduti».
Al centro della guerra legale fatta di ricevute e notifiche, la richiesta di archiviazione del pm inviata per fax a Giorgio Taormina (ex) legale dei Riparatori navali, che però non sarebbe mai stata ricevuta, facendo così decorrere i tempi per l'opposizione.
Al termine dell’udienza il giudice Gioacchino Trovato si è riservato, garantendo a tutti i legali «di sciogliere il nodo al più presto». E quindi di decidere sulla fine, o il nuovo inizio, di questa inchiesta.
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