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Livorno

DOPO L’INTERROGAZIONE DI DANTI

Raffineria, l’Europa risponde

Raffineria, l’Europa risponde

Demi (Collesalvetti): la nostra battaglia non è solo sulla difensiva

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STAGNO. «Il tenore della risposta arrivata dall’Unione europea dimostra come la raffinazione è settore strategicamente importante nell'autonomia energetica dell'Europa: la battaglia per difendere l’impianto di Livorno non ha valore solo difensivo ma anche strategico di prospettiva». Parola dell’assessore colligiano Riccardo Demi, che prende al balzo quel che è stato detto nell’Europarlamento in risposta all’interrogazione di Danti (Pd) che, portando il caso della raffineria Eni sotto gli occhi dell’Europa, aveva domandato cosa intende fare Bruxelles sia per affrontare la crisi dal punto di vista dei consumi e della produzione nell’immediata sia come orizzonte strategico di lungo periodo.

La risposta è arrivata da Miguel Arias Cañete, commissario europeo per l'energia nella commissione Juncker (dal 1º novembre scorso): «La recente comunicazione della Commissione sulla strategia europea in materia di sicurezza energetica ha riconosciuto tra l'altro l'importanza di mantenere capacità di raffinazione competitive in Europa per evitare di dipendere eccessivamente da prodotti petroliferi raffinati d'importazione». Insomma, il costo dell'energia nell'Unione, «è stata una preoccupazione centrale della sua politica in materia e sarà il fulcro dell'Unione dell'energia». Va tenuto presente, comunque, che «l'ampia maggioranza degli Stati membri e l'industria favoriscono un approccio non interventista e concordano che ogni azione a livello dell'Unione europeadovrebbe garantire che la normativa europea esistente e futura non penalizzi ingiustamente questo settore né abbia su di esso un impatto indebito».

L’euro-commissario guarda all’orizzonte fino al 2030 sul doppio fronte clima e energia: Cañete conta di estendere «le presenti misure in vigore al fine di salvaguardare la competitività dell'industria dell'Unione» (a cominciare dagli «orientamenti sugli aiuti di Stato che autorizzano finanziamenti per compensare i costi indiretti del sistema Ets per i settori ad alta intensità energetica» e l'assegnazione di quote di emissione gratuite «nel quadro dell'Ets per i settori a rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio»).

C’è anche un’altra sottolineatura che arriva dall’euro-commissario per l’energia: «Nonostante negli ultimi anni diverse raffinerie abbiano chiuso, la situazione attuale è ancora segnata da sovracapacità». E dunque? Cañete ammete che «attualmente non vi è quindi alcuna certezza sulla questione dell'approvvigionamento energetico»: peraltro – avverte – sebbene l'Unione europea sia «effettivamente un importatore netto di distillati medi, in particolare di gasolio», la quantità importata al momento «non è significativa (equivale circa al 10% del consumo di questi prodotti)».

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