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RAFFINERIA

Eni resta a Stagno: saltata la vendita a Klesch. Il progetto del gas prosegue

di Giulio Corsi
La bandiera dell'Eni continuerà a sventolare su Stagno
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La bandiera dell'Eni continuerà a sventolare su Stagno

Livorno, i vertici dell'azienda confermano: "Lo stabilimento non è in discussione". Ma chiedono più efficienza e flessibilità

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LIVORNO. “Lo stabilimento di Livorno non è in discussione”. Con un tweet a metà pomeriggio sparato in rete dal tavolo del ministero, Gianfranco Simoncini, assessore regionale alle attività produttive, cancella le ultime nubi sul destino della raffineria Eni.

Da oggi i quasi 800 lavoratori che ruotano intorno alla fabbrica - tra dipendenti e indotto – potranno vivere sonni tranquilli. Non solo perché Eni ha ribadito che non intende chiudere – questo l’aveva già garantito nell’incontro del 23 ottobre 2014 -, ma soprattutto perché la bandiera con il cane a sei zampe continuerà a sventolare nel cielo di Stagno. E’ un bel sospiro di sollievo, visto che nello stesso incontro dello scorso autunno Eni aveva anche confermato l’intenzione di trovare un acquirente a cui cedere lo storico impianto posto a cavallo tra Livorno e Collesalvetti, uno dei più antichi del Paese con i suoi 79 anni di attività.

“C’era una trattativa con un soggetto internazionale per la vendita della raffineria”, hanno confermato i vertici di Eni durante l’incontro al Mise presieduto dal vice ministro De Vincenti, a cui hanno partecipato oltre a Simoncini, i sindaci Bacci e Nogarin, la Provincia e le segreterie dei sindacati confederali, Strazzullo (Cgil), Bardini (Cisl) e Orlandi (Uil). Ma la trattativa – con soddisfazione di molti - è andata in fumo: “Avevamo chiesto garanzie sulla produzione e sui livelli occupazionali, come concordato nell’incontro ministeriale di ottobre, che non sono state fornite”, ha spiegato il management del colosso dell’energia.

Al tavolo Eni ha attentamente evitato di fare nomi riguardo al soggetto protagonista della trattativa, ma i sindacati hanno avuto la conferma che si trattasse di Gary Klesch, il finanziere anglo-americano che da Cleveland ha messo radici a Ginevra dove ha sede il quartier generale della sua Klesch Petroleum Sa. A distanza di cinque anni dal tentativo fallito nel 2009, Klesch ci ha riprovato ma ha trovato nuovamente un muro di fronte ad un progetto industriale che non tutelava lavoro e futuro.

Se ad oggi dunque non ci sono partite aperte sulla vendita della raffineria e secondo Eni non ci sono neanche necessità impellenti di trovare un altro soggetto interessato, il grande quesito riguarda l’idea di sviluppo dello stabilimento, nell’ottica delle difficoltà del settore raffineria, che la società ha tenuto a sottolineare ancora nell’incontro di ieri, evidenziando le eccedenze rispetto ai consumi del mercato.

“E’ in questo senso che l’azienda annunciando l’intenzione di fare investimenti sulla raffineria, ci ha chiesto più produttività ed efficienza”, spiega Uliano Bardini, della segreteria Cisl. La trattativa proseguirà adesso in sede aziendale e la partita si giocherà sulla flessibilità e la maggior efficienza che i lavoratori saranno disposti a garantire e sul piano industriale e la solidità che l’azienda ha intenzione di proporre.

A questo proposito Eni ha confermato l’idea di puntare sul gas naturale liquefatto, di cui Il Tirreno aveva parlato la scorsa settimana. Il management del cane a sei zampe non ha fornito nessun dettaglio in più riguardo al piano aziendale sul Gnl, limitandosi a sottolineare di “ritenere interessante l’ipotesi” e che “è allo studio la possibilità di attivare all’interno dello stabilimento di Livorno” un impianto di lavorazione del Gnl. Tema sul quale è arrivata il pieno appoggio da parte della Regione. "Ho fatto presente – spiega l'assessore Simoncini - la disponibilità della Regione a sostenere nuovi investimenti".

“Siamo assolutamente soddisfatti”, è il commento dei sindacati. “Le richieste che avevamo portato al tavolo il 23 ottobre sono state tutte accolte: l’azienda si è detta disposta ad investire, non venderà e manterrà produzione e livelli occupazionali”, dice Bardini.

Stessi toni da parte del sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci: “Il lavoro svolto in questi mesi, in sinergia con le organizzazioni sindacali, la Regione e il governo, rivolto al mantenimento dei livelli occupazionali e delle prospettive industriali del sito di Stagno, ha pagato. La raffineria rappresenta il polo industriale principale del sistema economico livornese".

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