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Call center, la rabbia contro il management
«È inaccettabile che il management dell'azienda scarichi il destino di oltre 400 lavoratori sui sindacati e sulle istituzioni». Filippo Bellandi, Rsu People Care, nella sala convegni della Cna...
«È inaccettabile che il management dell'azienda scarichi il destino di oltre 400 lavoratori sui sindacati e sulle istituzioni». Filippo Bellandi, Rsu People Care, nella sala convegni della Cna critica fortemente le azioni della dirigenza del call center di Guasticce, la cui chiusura aprirebbe il baratro per i 350 lavoratori a tempo indeterminato. «Ci sono molte giovani donne e intere famiglie – riprende Bellandi – senza dimenticare i circa 100 addetti interinali che già stanno cessando il rapporto con l'azienda. People Care – continua – va considerata una grande realtà industriale sul territorio. Una realtà che si è consolidata nel tempo grazie alla disponibilità delle amministrazioni locali e all'impegno di lavoratori e organizzazioni sindacali». Per questo, dice, è «inaccettabile che ora l'azienda dica che devono essere istituzioni e sindacati a pensare al futuro dei dipendenti». Certo, ci sono le responsabilità di Seat, che ancora non ha fatto sapere come e dove vorrà svolgere i servizi dopo che a maggio scadrà il contratto con People Care (il rischio è di una gara al massimo ribasso con le commesse spostate all'estero). «Ma la responsabilità più grande – dice Bellandi – è di questo management che dal 2010 racconta di piani industriali, ma che ha fatto poco o nulla. Ciò nonostante andiamo al ministero con la speranza di ottenere garanzie per tutti i lavoratori». (g.c.)
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