Gioco
Assessore querelato da ex sindaci revisori
La Procura ha così chiesto verbali e streaming delle commissioni in Comune. Lemmetti: i conti dell’azienda non c’entrano
LIVORNO. «Il motivo per cui la polizia giudiziaria è venuta in Comune e ha chiesto gli atti (i verbali e lo streaming di due commissioni) è una denuncia-querela che mi è stata notificata. Quindi sono io l'oggetto degli accertamenti, non Aamps». Ecco così spiegato il motivo della lettera arrivata due giorni fa al Comune dalla Procura della Repubblica: l'assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, è stato querelato dagli ex sindaci revisori di Aamps.
È lo stesso Lemmetti a chiarire al Tirreno la vicenda. «Martedì 13 gennaio – spiega – la polizia giudiziaria mi ha notificato la notizia di reato: a querelarmi, per diffamazione, sono stati gli ex sindaci revisori di Aamps, che hanno giudicato diffamatorio quanto da me dichiarato nelle sedute di commissione ora oggetto di verifica da parte della polizia giudiziaria».
Gli accertamenti, con richiesta di acquisizione di verbali e streaming, si sarebbero concentrati soprattutto sulla seduta della seconda commissione riunita l'8 settembre scorso e sull'infuocata commissione riconvocata poi il primo ottobre. «Oggetto della commissione di settembre – ricorda Lemmetti, presente in quell’occasione al posto del sindaco – erano stati i rilievi fatti nel maggio del 2013 dagli ispettori del ministero dell'Economia e delle finanze. In commissione era stata ricordata l'ultima relazione dei sindaci revisori, che non avevano dato parere favorevole all'approvazione del bilancio 2013 dell'azienda. Ma era stato ricordato anche che il primo rilievo del Mef era legato proprio alla determinazione dei compensi da parte dello stesso organo di revisione».
Tant'è che l'8 settembre, nel corso del dibattito, era emerso che l'Aamps, di concerto con gli uffici tecnici e gli avvocati del Comune, stava valutando l'ipotesi di una “azione risarcitoria o recuperatoria” nei confronti sia degli ex membri del collegio sindacale che di Angelo Rosi, amministratore unico dell'azienda dei rifiuti al tempo degli accertamenti (2011-2012). Parole e ipotesi che non erano piaciute all’ex collegio dei revisori presieduto da Giovanni Verugi, che aveva avuto modo di replicare punto per punto nella commissione successiva.
«Nel salone consiliare – riprende Lemmetti – avevo detto che l'amministrazione comunale avrebbe tenuto in considerazione i rilievi dei sindaci revisori, ma anche che il Mef aveva fatto rilievi rispetto agli stessi compensi del collegio dei revisori». «Così in sostanza – conclude oggi – secondo i sindaci avrei messo in dubbio la loro capacità professionale».
Quindi, al momento, non risulta che la procura indaghi sui conti di Aamps, ma sta facendo accertamenti per la querela per diffamazione. Insomma, per ora a finire in tribunale sono stati i botta e risposta in commissione. Anche se non va dimenticato che nei mesi passati gli stessi sindaci revisori hanno presentato un esposto alla Corte dei conti per mettere i numeri dell’azienda (al cento per cento del Comune) sotto la lente di ingrandimento della magistratura contabile. Considerando la delicatezza delle affermazioni fatte in diretta streaming dagli ex revisori, anche la presidente della commissione bilancio, Elisa Amato, e la presidente del consiglio comunale, Giovanna Cepparello, hanno inviato a novembre una segnalazione al procuratore regionale della Corte dei conti.
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