Gioco
Morì dopo la lite per il cane: caso archiviato
Nel giugno 2012 un’anziana uccisa da un infarto dopo la discussione con una donna dal fruttivendolo
LIVORNO. Era morta dopo la lite con un’altra donna, per difendere il suo cane, Luana Caselli, 78 anni. Un episodio molto vicino a quello di Ardenza, successo il 25 giugno del 2012. La vittima era deceduta all’interno di un negozio di frutta e verdura in via delle Navi, dopo una discussione con un’altra cliente, Krisztina Lazar, parrucchiera ungherese di 44 anni. Quest’ultima, prima aveva infatti inveito contro l’anziana, dicendole che il cane le dava fastidio. Poi l’aveva spinta, facendola cadere contro il bancone del negozio. Poi si era allontanata di corsa verso piazza Mazzini. La signora Luana si era accasciata a terra ed era morta poco dopo per arresto cardiaco. Ma pochi minuti dopo, la polizia aveva rintracciato la parrucchiera in piazza Roma e l’aveva sottoposta a un fermo per il reato di morte in seguito ad altro delitto.
Quella mattina, alle 10.30, Luana Caselli, vedova livornese che abitava in Borgo Cappuccini, come ogni mattina aveva fatto il suo giretto nel quartiere: prima tappa al bar Caffè e Co, poi dal panettiere, quindi al negozio di frutta e verdura. L’anziana era entrata nel negozio con un’amica e con il suo cane, un bel meticcio bianco e nero, e aveva chiesto pomodori e cipolle. Dopo poco, nel negozio era arrivata la parrucchiera ungherese che aveva subito mostrato una certa intolleranza verso l’animale. Proprio per questo si era rivolta a lei con fare seccato: «Cosa ci fai con quel cane nel negozio? Portalo fuori», le aveva detto. Ma l’anziana si era ribellata, anche perché il suo cane, molto pacifico, era lì con il permesso della titolare e inoltre non aveva dato fastidio a nessuno.
Ma la lite era continuata anche fuori dal negozio fino a esplodere di bnuoco all’interno, nel momento in cui la più giovane, peraltro alta e robusta, aveva dato una spinta all’altra. A quel punto l’anziana si era sentita male tanto da perdetr l’equilibrio, per poi accasciarsi contro il bancone degli affettati. Inutili i soccorsi. In quel caso, dopo gli accertamenti della polizia, il magistrato aveva indagato la ungherese, difesa da Mario Galdieri, per morte in conseguenza di altri reato e aveva disposto l’autopsia, che poi aveva rilevato che il decesso dell’anziana era avvenuto per un infarto perché la donna era affetta da una patologia cardiaca per cui qualsiasi discussione poteva provocare un attacco. Il caso quindi era stato archiviato, nonostante l’opposizione dei parenti della vittima.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
