Il Tirreno

Livorno

la tragedia di ardenza mare

Infarto fatale dopo la fuga: la procura indaga la donna

di Lara Loreti
Infarto fatale dopo la fuga: la procura indaga la donna

Livorno, il magistrato ha aperto un fascicolo per “morte in conseguenza di altro reato”. Alle 15 il conferimento dell'incarico dell'autopsia al medico legale

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LIVORNO. C’è un nesso tra la morte di Abele Libardo e la lite che l’ha preceduta, con tanto di inseguimento, tra lui e la giovane avvocata? È questa la domanda che si stanno ponendo gli investigatori che stanno lavorando al caso. Per questo il magistrato di turno ha disposto accertamenti sulla salma del sessantacinquenne, proprio per capire se il decesso sia in qualche modo legato alla discussione, che era stata scatenata da una fotografia che l’uomo - secondo il racconto della livornese di 28 anni - le avrebbe scattato da una distanza ravvicinata. È in questo contesto che la giovane sarebbe stata iscritta sul registro degli indagati per “morte in conseguenza di altro reato”. Un atto dovuto per poter svolgere le varie analisi sul corpo della vittima.

Il funerale di Libardo, che si sarebbe dovuto svolgere lunedì mattina, è stato annullato. Per il momento la polizia giudiziaria sta svolgendo tutte le notifiche e gli accertamenti. Oggi (martedì 13) alle ore 15 ci sarà il conferimento dell'incarico dell'autopsia, esame irripetibile a cui dovranno essere presenti sia i consulenti nominati dalla procura sia quelli di parte, che probabilmente sarà affidato al medico legale Luigi Papi, già intervenuto per i primi rilievi. L'esame avverrà subito dopo, dunque o nel pomeriggio o domani mattina (mercoledì).

Le indagini procedono su più fronti. In primis, già dal sabato pomeriggio è stata ascoltata la giovane che ha reso la sua testimonianza sui fatti. Sul posto c’erano anche altre persone che potrebbero aver visto qualcosa di utile alla polizia per la ricostruzione della dinamica dell’episodio.

Altre verifiche sono in corso sul telefonino dell’uomo, che è stato acquisito dalla squadra mobile: all’interno non sono state trovate foto di lei, ma la polizia sta facendo accertamenti per vedere se eventualmente sono rimaste delle tracce. Quel giorno, sabato alle 14 circa, la giovane, che in questi mesi sta facendo la pratica da avvocata in uno studio legale del centro, stava camminando sul lungomare per tenersi in forma quando ha incrociato lui. Secondo la versione della ventottenne, che ha raccontato i fatti anche al Tirreno, Libardo l’avrebbe prima sorpassata, poi sarebbe spuntato alle sue spalle e l’avrebbe fotografata da dietro, spaventandola.

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La donna ha anche raccontato che nel momento in cui è scoppiata il battibecco, il sessantacinquenne avrebbe iniziato da armeggiare sul cellulare, e in quella fase, secondo lei, l’uomo si sarebbe disfatto delle foto. Libardo invece, nel faccia a faccia con la ragazza, come lei stessa ha riferito, aveva negato di averle scattato foto, dicendo che non c’entrava niente con quella storia e respingendo le accuse. Dopo il battibecco, lei aveva minacciato di chiamare la polizia mentre lui si era allontanato.

La ragazza dice che l’uomo avrebbe iniziato a correre dalla baracchina Adone dirigendosi nelle stradine di Ardenza mare fino a via Pastrengo, dove è avvenuto il malore fatale. Un tragitto in cui lei l’ha inseguito per non perderlo di vista, mentre era al telefono con la polizia. Lo spavento e la corsa, secondo le ipotesi investigative potrebbero aver causato l’infarto. E quindi l’inseguimento potrebbe essere considerato privo di presupposti e il malessere “indotto”. Ma queste sono ipotesi che solo il lavoro della magistratura potrà confermare o smentire. Come emerge dalle dichiarazioni dei parenti di lui, pare che Abele Libardo soffrisse di cuore. La polizia, in base a quanto emerso, avrebbe trovato delle pasticche nella sua auto. La famiglia è distrutta dal dolore e piange Abele Libardo, che se n’è andato in un modo così sconvolgente: «Era buono, ci manca tanto», scrivono gli amici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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