Arrestato il giovane sullo scooter nero
Livornese di 30 anni accusato di aver borseggiato una donna: rintracciato grazie all’Iphone. Potrebbe aver fatto gli scippi
LIVORNO. Un colpo all’auto per distrarre la conducente e costringerla a fermarsi, per poi derubarla. Una tecnica ben precisa: lei scende dalla vettura appena tamponata, lui nel frattempo si infila nell’abitacolo e afferra la borsa. Poi scappa via, in sella a uno scooter nero, con la targa attaccata con lo scotch. Sarebbe questa la dinamica del colpo che domenica sera è stato messo a segno da un trentenne livornese ai danni di una donna straniera di 42 anni, alla stazione.
Solo che il giovane non ha fatto i conti con la tecnologia: nella borsa di lei c’è un Iphone che ha guidato gli investigatori direttamente a casa di lui, in zona Bastia-piazza Due Giugno. Nei guai è finito Giacomo Coli, 30 anni, livornese già noto alle forze dell’ordine. L’accusa nei suoi confronti è furto con destrezza: ieri pomeriggio c’è stata l’udienza in cui l’avvocato di lui ha chiesto un termine al tribunale per studiare le carte. Il giudice ha convalidato l’arresto però lo ha “liberato” decidendo come misura cautelare l’obbligo di firma. La polizia è al lavoro per capire se si tratti della stessa persona che nei giorni scorsi ha fatto vari scippi in città.
L’ultimo colpo è avvenuto intorno alle 20. In base a quanto appreso, il giovane livornese avrebbe preso di mira una donna, dirigente aziendale, che era appena arrivata in città per seguire un progetto di lavoro. L’elemento che ha insospettito maggiormente gli investigatori è quell’ormai famigerato scooter nero su cui il giovane si muoveva. Secondo la polizia, sarebbe stato lo stesso trentenne a usare l’escamotage di colpire la vettura per indurre la donna a fermarsi e scendere, lasciando quindi la borsa incustodita: una specie di variante della truffa dello specchietto.
In borsa c’erano un po’ di soldi, effetti personali, ma soprattutto lo smartphone della professionista. Le volanti della polizia, avvisate dalla stessa vittima del furto, sono riuscite a rintracciare il telefono, tramite il software del cerca-Iphone, a tempo record. E’ così che gli agenti hanno potuto geolocalizzare il trentenne, che era sotto casa. Come emerso dagli accertamenti, nel momento in cui è stato fermato lui avrebbe provato a discolparsi, ma inutilmente perché aveva la borsa in mano ancora intatta, e il motore dello scooter era caldo. Certo non ha giocato a suo favore quella targa posticcia sul mezzo. Ed ecco che nei suoi confronti è scattato l’arresto.
Intanto, procedono le indagini della squadra mobile sui casi di scippi dei giorni scorsi. Il sospetto della polizia è che si tratti della stessa persona che si è resa responsabile dei colpi ai danni di donne commessi in zona stazione, viale Marconi e Fabbricotti. Lo fa pensare la “coincidenza” non solo dello scooter nero, ma anche del casco (peraltro perso per strada dal trentenne) e del piumino con cappuccio, entrambi scuri, che indossava l’uomo. Ma questa è solo un’ipotesi di lavoro che dovrà essere suffragata dalle verifiche della polizia.
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