Gioco
Porto, dai Cinque Stelle altolà al commissariamento
Il gruppo M5S: si punti sulla competenza anziché sull’appartenenza politica «Meglio nominativi di alto profilo con provata esperienza nel settore»
LIVORNO. «Come Movimento Cinque Stelle riteniamo importante e obbligatorio superare ogni possibilità di commissariamento che ritarderebbe lo sviluppo del porto». L’altolà all’ipotesi di commissariamento dell’Authority arriva dal gruppo consiliare M5S a poche ore dalla notizia che è stato raggiunto l’accordo perché a Trieste arrivi un commissario (in vista di diventare presidente), e in linea con lo stop che già il sindaco Nogarin aveva lanciato nell’incontro promosso dalla giunta giovedì scorso.
Il gruppo pentastellato su Facebook chiede che si vada in cerca di una figura in cui emergano «competenza e professionalità»: bisogna – si afferma – porre «un freno all'eccessiva "politicizzazione" nei meccanismi di nomina dei vertici delle Autorità Portuali».
Sembra evidente che i grillini ritengano non sufficientemente forti le prescrizioni determinate dalla legge in merito ai requisiti indispensabili per essere chiamati a guidare il porto: neanche dopo il caso Massidda a Cagliari. «Fino a ieri – viene sottolineato – si è irragionevolmente ritenuto che l'esperienza professionale politica fossero idonee a garantire la competenza necessaria per l'incarico, senza avere un qualsiasi titolo di studio in possesso attinente a competenze anche genericamente raccordabili con il ruolo». Invece il M5S mette nero su bianco il fatto che «per fare il presidente di una Autorità Portuale italiana» dev’essere indispensabile «essere un esperto in materia portuale». Occorre cioè che la terna comprenda «nomi di esperti di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori logistici per tutti i potenziali traffici portuali internazionali nonché per quelli diportistici».
Dai Cinque Stelle non arriva un nome bensì un criterio: puntare su «nominativi di alto profilo, esperti in economia dei trasporti, infrastrutture e portualità con provata esperienza nel settore». E aggiungono, disegnando l’identikit del presidente dell'Autorità Portuale: «Dovrà avere una spiccata personalità e di forte carattere per contrastare i conflitti interorganici all'interno del porto, ben definita, sicura e determinata per combattere e opporsi a tutte quelle forze politiche e non, che agiscono sottobanco e di cui tutti conosciamo l'esistenza e ne vediamo gli effetti, ma nessuno osa contrastare».
Il gruppo consiliare pentastellato sottolinea che «eventuali designazioni nelle terne e della successiva nomina di un soggetto privo dei requisiti formativi e di esperienza professionale, oltre a ritenersi irrimediabilmente illegittima, sarebbe dannosa per una città che sta aspettando di ripartire». Non solo: attenzione, che ci sono sette Autorità portuali commissariate («quasi tutte perché i loro bilanci non tornano, mentre per molte delle restanti si assiste ad una progressiva perdita di quote di traffico a favore di altri porti stranieri»).
Per il M5S i nodi principali del porto sono il Prg portuale «da rivederere», la cantieristica «con le riparazioni navali» e «il traffico crocieristico e i traffici marittimi»: su questo serve «coraggio» e serve «una sinergia tra le forze in campo per superare eventuali ostacoli».
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