Il Tirreno

Livorno

La storia di Ferragamo raccontata da Giancarlo Giannini

Elisabetta Arrighi
Giancarlo Giannini e Peppe Servillo durante l'happening
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Giancarlo Giannini e Peppe Servillo durante l'happening

Il reading dell’attore e le canzoni di Peppe Servillo per il prologo di Pitti Uomo firmato dalla maison fiorentina

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L'arte della moda, l'arte del teatro, l'arte della canzone: sono andate in scena a Palazzo Spini Feroni, sede della maison Ferragamo, nel prologo di Pitti Uomo che apre stamani in Fortezza da Basso. Un prologo che ha celebrato la creatività e l'artigianalità di Salvatore Ferragamo, che agli inizi del secolo scorso andò a cercare fortuna in America, lasciandosi dietro un'Italia povera dove era difficile mettere insieme in pranzo con la cena. E laggiú diventò "il calzolaio dei sogni".I corsi e ricorsi della storia: lui un cervello in fuga come ce ne sono tanti oggi, che però tornò in Italia mettendo solide radici a Firenze e in Toscana (lontane 400 chilometri dalla natìa Bonito in Campania), dove la lavorazione delle pelli e delle calzature è parte integrante del Dna del territorio.

La moda l'hanno celebrata, insieme all'artiginalità, i calzolai di oggi, come Paolo, anche lui nato in Campania, che seguendo le orme del nonno oggi realizza per Ferragamo scarpe rigorosamente fatte a mano, dando dimostrazione diretta di come si "costruiscono" calzature a regola d'arte nella boutique uomo della griffe, al piano terra del Palazzo Spini Feroni dove tutto ebbe inizio e dove, guardando al passato, si celebra il futuro. La parte teatrale dell'evento si è invece materializzata grazie ad un grande Giancarlo Giannini protagonista di un reading, nonostante un po' di mal di gola con abbassamento di voce, attorno alla biografia di Salvatore Ferragamo . Infine la canzone, quella napoletana, cantata con il cuore, l'anima e la voce di Peppe Servillo, interprete senza retorica di classici come Monastero a Santa Chiara, Maruzzella e Malinconico autunno.

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In una sala affrescata del palazzo, che risale al XIII secolo, la storia di Salvatore raccontata da Giannini si è poi materializzata in una capsule collection di scarpe, le stesse che indossava Ferragamo, uscite dall'archivio e rigorosamente fatte a mano come una volta. Come quelle che il calzolaio partito da Bonito, andato in America, e poi approdato a Firenze, tagliò e cucì in una sola notte per le sorelline che il giorno dopo dovevano fare la comunione e non avevano (perché la famiglia, poverissima, non era riuscita a trovarle in prestito), le scarpe bianche richieste per l'occasione. «No, io in questa fabbrica non verró a lavorare» disse Salvatore ad un amico che lo aveva portato a vedere la produzione di scarpe in una grande fabbrica americana. «Questo - aggiunse il ragazzo che era arrivato a New York da appena due giorni - non è artigianato, e le mie scarpe saranno sempre fatte a mano, non a macchina».

Così con due fratelli emigrati qualche anno prima - siamo negli anni Venti - attraversò tutto il continente Nordamericano e aprì il primo negozio - dove si facevano le scarpe e dove si riparavano le suole e i tacchi - in quel di Santa Barbara. Che é vicina ad Hollywood, dove Salvatore diventò stilista di calzature e amico di tutte le piú grandi star del cinema, da Greta Garbo a Marylin Monroe. Così, prima che la voce di Giannini raccontasse una storia d'altri tempi che é anche stimolo per le giovani generazioni, il calzolaio Paolo ha cominciato a intrecciare la rafia, a tagliare la canapa, a imbastire cuciture ornamentali con un laccio di cuoio, a infilare fibbiette a farfalla brevettate, a battere chiodi per accoppiare la tomaia alla suola. Per ottenere (dopo almeno 15 ore di lavoro tutto manuale) i modelli Man Camping, Swing e Vacanza in edizione limitata e numerata, prezzo al pubblico fra 750 e 995 euro. Scarpe uniche, che oltre a Salvatore - in passato - sono state indossate (fra il 1950 e il 1959) da una ristretta cerchia di amici e clienti del calzolaio dei sogni, fra i quali l'attore Danny Kaye, il duca di Windsor e il duca d'Aosta. Scarpe declinate in diverse calzate, che soddisfano le esigenze di qualsiasi piede, che raccontano i continui studi di Salvatore che inseguiva la perfezione della scarpa, tra forma del piede ed equilibrio.

L'evento con Giannini e Servillo é stato accompagnato dalle note dei violini del Solis String Quartet, fino alla standing ovation finale, un omaggio alle radici campane del fondatore di una griffe che oggi produce anche abbigliamento (sotto la direzione creativa di Massimiliamo Giornetti, stilista di Carrara) ed é quotata in Borsa. Fra il pubblico anche Agnese, moglie del premier Matteo Renzi, il governatore Enrico Rossi e Franca Sozzani, direttore di Vogue. E mentre calava la notte, le luci delle vetrine di Palazzo Spini Feroni hanno illuminato, oltre alla nuova collezione Ferragamo's Creationd Uomo anche la scarpa preferita da Andy Warhol, e la Oxford con taglio asimmetrico sulla tomaia in camoscio e vitello che Salvatore indossava mentre lavorava. Una storia - come indicato dal titolo del,'evento - di un gentiluomo di altri tempi.

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di Redazione web