Toscana
I civatiani ci provano: corsa per le firme
Modica non si arende e cerca di raccogliere intorno a sé gli scontenti. Duro giudizio su Rossi: "Era modesto, ora è cambiato"
FIRENZE. «Sì, lo so che la battaglia è difficilissima, ma io correrò con convinzione e energia. Ci sono battaglie impossibili che è giusto combattere per rafforzare la democrazia». Luciano Modica, 65 anni, ex rettore dell’università di Pisa ed ex senatore dei Ds, non si dà per vinto e un po’ i titoli dei giornali che danno per impossibili le primarie lo infastidiscono. Così come non si sente David contro il Golia Rossi. Sfida tra l’altro che presuppone la raccolta di novemila firme, da oggi al 27 gennaio.L’assemblea regionale del Pd ha infatti bocciato l’emendamento dei civatiani, il gruppo che fa riferimento a Pippo Civati, che chiedevano di fare riferimento ai tesserati del 2014 in modo da abbassare a cinquemila il numero delle firme da raccogliere per ottenere le primarie per la scelta del candidato del Pd alla guida della Regione.
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«Enrico è così cambiato...». Se le firme saranno raccolte tra un mese i democratici andranno a votare per le primarie e dovranno scegliere tra Rossi e Modica. «Enrico ed io siamo amici da vent’anni, ma lo trovo molto cambiato. Quando era sindaco di Pontedera e nei primi cinque anni da assessore Rossi era modesto e mediava, oggi invece è diventato autoritario e per giunta si è allineato alla linea di Renzi. Io sono assolutamente contrario al centralismo del governo toscano. Sono per una regione policentrica», racconta Modica al Tirreno.
I civatiani danno battaglia, non ci stanno alla decisione della maggioranza dell’assemblea di fare riferimento ai tesserati del 2013. Anzi avrebbero voluto che le primarie fossero decise senza bisogno di raccogliere le firme. «Nascondendosi dietro norme statutarie che in realtà non esistono, e inventandosene altre, il Pd regionale cerca dunque di boicottare il percorso delle primarie, alzando artificiosamente ed oltre ogni ragionevolezza l'asticella del numero di firme di iscritti da raccogliere. Noi non ci stiamo, e presenteremo ricorso alla commissione di garanzia, ma nel frattempo andremo avanti per la nostra strada con la raccolta delle firme», annunciano Samuele Agostini e Filippo Gallo.
Ricorso e raccolta firme. Da oggi scatta il ricorso e insieme la raccolta delle firme. «Lanciamo da subito un appello agli iscritti Pd: sottoscrivete al più presto la candidatura di Modica, una persona di valore e di esperienza, estranea agli schieramenti interni e a tatticismi stantii. E, a ben riflettere, non è detto che fare riferimento al 2013 ci penalizzi. Le firme da raccogliere sono quasi il doppio, ma forse sono anche di più gli scontenti dell’attuale gestione del partito», osserva Agostini. Alla caccia degli scontenti. Già gli scontenti del governo Rossi che si annidano tra i renziani e i cuperliani.
Mal di pancia. Prese di distanza. «Incontro molta gente che mi incoraggia a scendere in campo. Ci sono molti insoddisfatti dell’attuale gestione del partito e anche della Regione. Per quanto la raccolta di novemila firme sia difficile, io sono fiducioso», racconta Modica. D’accordo, le firme, le primarie, ma poi la Toscana va governata. Che idee ha in testa l’ex rettore pisano? Un’idea l’abbiamo già riferita: niente Regione centralista, ma rispetto dei molti territori, delle diverse storie.E il tema degli aeroporti? «Sono assolutamente contrario ad una nuova pista per Peretola. Quell’area è già sovraccarica di funzioni».
Il tema che sta più a cuore a Modica è la sanità. Non è d’accordo con la rivoluzione annunciata da Rossi della riduzione da 15 a 3 Asl. «Sì alla razionalizzazione della spesa, ma no alla riduzione in solo 3 Asl», conclude Modica. La sanità però è lontana. Prima ci sono da raccogliere 9mila firme. E Modica da oggi comincerà a girare la Toscana.
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