Il Tirreno

Livorno

L'ALTRA FACCIA DELLA DISABILITA'

Nerissimo, il supercamper disegnato dai paraplegici

Giorgio Carlini
Fabrizio Torsi scende in carrozzina dal camper Nerissimo
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Fabrizio Torsi scende in carrozzina dal camper Nerissimo

Il van multiadattato della Associazione Paraplegici accompagnerà Lorenzo, 18 anni, affetto da gravi problemi di salute, in un viaggio di 1.200 chilometri da Imola, dov'è ricoverato, a Siracusa, dov'è nato e dove vive la sua famiglia

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LIVORNO. «È il concetto della disabilità che si capovolge. Due handicappati che progettano e realizzano un mezzo di ultima generazione, che viene utilizzato da persone "normali" che hanno necessità di dare dignità ai propri cari. Io la chiamo una rivoluzione silenziosa». Lo dice con un pizzico di orgoglio e gli occhi lucidi dall'emozione Fabrizio Torsi, presidente dell'Associazione paraplegici Livorno.

Racconta una rivoluzione che parte da lontano, se è vero che il primo mezzo acquistato dall'Associazione fu una Opel Corsa del '99. E silenziosa, perché avviene distante dalla luce dei riflettori. Ma con costanza e caparbietà, doti che stanno portando una piccola realtà livornese a diventare il punto di riferimento per i disabili di tutta Italia.
Il viaggio di Lorenzo. Il 14 gennaio il van "Nerissimo", mezzo unico nel suo genere, multiadattato e camperizzato, punta di diamante del parco macchine dell'Associazione paraplegici, accompagnerà Lorenzo, un ragazzo di 18 anni affetto da gravi problemi di salute, in un viaggio di 1200 chilometri. Da Imola, dove attualmente è ricoverato, fino a Siracusa, città dove è nato e dove vive la sua famiglia. Il giovane, oltre che dal babbo e dalla mamma, sarà accompagnato da due volontari dell'Associazione.

LA TELEFONATA DI CALOGERO. Parla di "magia", Fabrizio Torsi, mentre ricorda il primo contatto con la famiglia del 18enne. Tutto comincia con una telefonata che arriva in sede verso la fine di novembre. «Dall'altra parte della cornetta c'è Calogero - spiega Torsi - Mi dice di essere venuto a conoscenza della nostra realtà grazie a Internet, poi mi descrive la storia del figlio Lorenzo, ricoverato all'ospedale di Montecatone (centro di riabilitazione per persone con gravi lesioni spinali, ndr). Nonostante le cure, le condizioni di salute del giovane sono peggiorate, tanto che ora è costretto a stare disteso in un letto. Calogero - continua Fabrizio - mi rivela la sua volontà di riportare il ragazzo a Siracusa, dopo gli ultimi 14 mesi trascorsi a Imola, e mi chiede se sia possibile utilizzare Nerissimo, un mezzo dotato di accessori e comfort che renderebbe il lungo viaggio meno stressante rispetto a qualsiasi altra soluzione. Me lo chiede - sottolinea - non con tono caritatevole, ma con la dignità di un padre che ha un amore smisurato per il figlio».

QUELLA FIAT 500 DEL 1965. E’ proprio la dignità che fa incontrare Fabrizio e Calogero. L'Associazione paraplegici si batte da anni affinché la disabilità sia vissuta sì come una diversità, ma in termini positivi, non negativi. Il disabile non è un emarginato, ma un soggetto che, pur costretto a convivere con un handicap, vuole godere la sua vita al massimo delle proprie possibilità.

Da qui l'impegno a dotarsi di un parco macchine non solo funzionale, ma anche elegante e "alla moda", che comprende ad esempio una storica Fiat 500 rossa del 1965 (unica al mondo con i comandi manuali), o appunto il van che ricorda il mitico furgone della serie tv "A-Team", con all'interno attrezzature all'avanguardia.
«Prendi Nerissimo, gratis». Sempre in nome della dignità, Fabrizio offre alla famiglia di Lorenzo l'uso di Nerissimo senza alcuna spesa o forma di rimborso. Non solo: saranno due volontari dell'Associazione, Antonio D'Achille e Luca Passarelli, ad accompagnare Calogero con la moglie e il figlio a Siracusa, alternandosi alla guida del mezzo multiadattato.

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LA COLLETTA DELLA FARMACIA OSPEDALIERA. Nei giorni scorsi Fabrizio e gli amici dell'Associazione paraplegici hanno pianificato tutti gli aspetti del viaggio: «Ci siamo dotati di tutte le documentazioni e le autorizzazioni per il trasporto, e siamo riusciti, tramite passaparola e collette, a reperire la somma necessaria per coprire le spese per il carburante».

Spese che, secondo le stime formulate tramite gli itinerari al computer, da Livorno a Imola, da Imola a Siracusa e ritorno a Livorno, risultano intorno ai 500 euro. Prezioso, in questo senso, l'impegno del personale della farmacia ospedaliera, dove lavora Fabrizio, che al posto dei "pensierini" di Natale ha organizzato una colletta che ha fruttato 260 euro.

UN PROGETTO DA 80.000 EURO. Già in passato Nerissimo è stato utilizzato da famiglie, livornesi e non, per spostamenti di vario genere con persone, giovani o meno giovani, affette una forma di disabilità (vuoi per i trasporti in centri di riabilitazione, ma anche per vacanze in giro per l'Italia). Questo viaggio da 1200 chilometri, però, rappresenta la vera e propria incoronazione per un progetto costato 80mila euro, diventato realtà dal 2013 con il finanziamento di 50mila euro della Regione, di 25mila euro dell'azienda pistoiese Pronto Camper, e dei restanti 5mila euro dell'Associazione.

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E QUALCUNO DISSE CHE ERANO SOLDI SPRECATI. Così adesso Fabrizio si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa: «Pensare - rivela - che quando presentammo Nerissimo, fu criticato da una rivista di camperisti. Dissero che la Regione aveva buttato via i soldi. Ora invece rappresenta un riscatto. È il simbolo della rivoluzione silenziosa. La mente di due "handicappati" (insieme a Fabrizio c'è l'amico Luca Mazzi, ndr) ha creato tutto questo. La diversità - conclude Fabrizio - va vissuta come una ricchezza. La mia visione spesso mi porta a combattere battaglie da solo. La solitudine la vive chi resta indietro, ma anche chi è troppo avanti. Io tiro dritto per la mia strada. E farò di tutto affinché i disabili abbiano la dignità che si meritano».

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di Redazione web