Il Tirreno

Livorno

Il paradosso del Pd che chiese di non farlo

Voluto da Cosimi, dopo le elezioni è stato contestato dai democratici, ma Nogarin è andato a dritto

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LIVORNO. La vicenda del campo da golf è stata anche una partita politica durata un anno e mezzo, che si è accesa soprattutto negli ultimi mesi. Col paradosso che - dopo le elezioni - è stata proprio una frangia del Pd a schierarsi apertamente contro la costruzione dell’impianto di Banditella, voluto e sostenuto da Cosimi. Ad aprire il fronte della contestazione furono la scorsa estate l’ex presidente della Circoscrizione 5 Simone Maltinti, coordinatore del circolo Pd Ardenza La Rosa, Daniele Morelli, ex consigliere comunale e Renato Gangemi della direzione comunale del Pd. Che espressero al sindaco Nogarin e al consiglio comunale «la necessita di aprire in città una seria valutazione sulla destinazione dell'area dei Tre Ponti».

«La passata giunta - fu (l'auto) accusa dei democratici - in data 28 marzo 2014, senza avere aperto un vero dibattito sulla destinazione di quest'area, ha deciso di affidarne in gestione 110mila metri quadrati alla federazione golf. Una decisione che di fatto vincolerà per trenta anni il futuro dell'ultimo spazio libero di significativa valenza del nostro lungomare».

Il mese successivo un'interpellanza di Cannito (Città Diversa) chiese lumi rispetto ai finanziamenti, ai lavori, alle intenzioni del Comune: «Intende recedere dall'accordo? Ci sono progetti alternativi per l'area?». La risposta dell’amministrazione Nogarin però fu chiara: si va avanti col progetto. «Siamo subentrati successivamente - fu la risposta dell’assessore allo sport Perullo - è una di quelle cose che ci siamo trovati: la società sta facendo i lavori, l'area è stata recintata, il cronoprogramma per adesso è rispettato: la prima parte dovrà essere realizzata entro il 31 dicembre, mentre l'apertura del campo è prevista per fine estate 2015. Abbiamo avuto garanzie dalla società subconcessionaria che quello in costruzione non sarà uno spazio chiuso, impenetrabile, si parla tra l'altro di un campo a 9 buche, con caratteristiche amatoriali e familiari. In più stiamo lavorando a un progetto per un percorso esterno per bici e jogging di due chilometri, lungo tutto l'impianto, che vedrebbe bonificare un'area oggi incolta, in parte addirittura adibita a discarica. Insomma, una riqualificazione. Stando così le cose, non abbiamo ritenuto di dover andare incontro a ipotesi alternative: vigileremo sul proseguimento dei lavori e sul rispetto dei tempi. L'interesse dell'amministrazione per questa operazione è rimasto».

(g.c.)

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