Il Tirreno

Livorno

Dopo tre mesi il ponte è ancora chiuso

di Giulio Corsi
Dopo tre mesi il ponte è ancora chiuso

Livorno, lavori conclusi a ottobre ma la struttura è inutilizzabile perché l’area di arrivo all’interno della Fortezza Vecchia è inagibile

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LIVORNO. Doveva essere il collegamento che dopo secoli di isolamento avrebbe riunito la città e la Fortezza Vecchia, rendendo l’antico bastione mediceo finalmente accessibile da via San Giovanni, senza costringere i livornesi a farsi a piedi il giro dell’Oca attraverso il ponte di Santa Trinita, le sbarre della stazione marittima e infine le inguardabili gabbie intorno al muraglione messe a difesa del porto dopo l’11 settembre, in una gimkana noiosa che tuttora scoraggia la frequentazione della vecchia rocca.

E invece quel ponte galleggiante in legno, acciaio e alluminio, illuminato da un sistema di moderni led, è rimasto un’opera a metà. Profumatamente pagato (184.503 euro), terminato, installato, collaudato, ma mai aperto. Perché? Semplicemente perché collega la città con una zona della Fortezza - il Cortile delle Armi - che ad oggi è inagibile. E che dunque, per motivi di sicurezza, è interdetta al passaggio.

Ora l’Autorità Portuale - nelle cui mani due anni fa è passata la gestione della struttura - garantisce che il problema è in fase di risoluzione, che entro pochi giorni partiranno i lavori per rendere agibile e accessibile lo splendido Cortile costellato di archi issati su pietre secolari, e che a fine febbraio, inizio marzo al massimo, si potrà davvero entrare in Fortezza direttamente da via San Giovanni facendo appena trenta passi sul ponte.

Ma nonostante le rassicurazioni di palazzo Rosciano, qualche domanda nasce spontanea: possibile che ci si sia accorti soltanto all’ultimo momento che il Cortile delle Armi non è agibile?

Possibile che in un anno e mezzo nessuno abbia mai pensato di fare un sopralluogo all’interno del bastione per capire se il nuovo ponte avrebbe condotto i visitatori in un luogo accessibile al passaggio, considerando che l’annuncio dello stanziamento dei fondi europei per la realizzazione della struttura è datato 4 luglio 2013? Possibile che i lavori partano soltanto adesso quando il ponte è stato installato ad ottobre?

Port Authority si difende, spiega che c’era un progetto della Sovrintendenza - cofinanziato dalla Regione e dalla Provincia per quasi 300mila euro - finalizzato alla messa in sicurezza globale della Fortezza, nel quale rientravano anche gli interventi al Cortile delle Armi. «Ma poi la Provincia, per le note vicissitudini che ha attraversato, non ha potuto garantire l’accesso ai finanziamenti - è la spiegazione di palazzo Rosciano -, per cui l’Autorità Portuale con propri soldi ha deciso di finanziare la messa in sicurezza del Cortile delle Armi, al punto che c’è già un progetto che prevede la sistemazione degli archi e l’illuminazione del Cortile. In questi giorni sono in fase di presentazione i preventivi delle ditte interessate e a breve saranno affidati i lavori (senza bando, visto che l’importo è inferiore a 40mila euro) che dureranno non più di trenta giorni. Ecco che tra un mese e mezzo il problema sarà risolto».

Tutto bene quel che finisce bene? Insomma. Ad oggi l’unica certezza è che per aprire un ponte in legno lungo appena 20 metri, tecnologico bello e geniale quanto vogliamo, non è bastato un anno e mezzo. Il che è pure poco, se è vero che rappresenta un sogno che la città attende da 500 anni, come disse presentando il progetto l’allora assessore Tredici. Ma è anche tantissimo, se è vero che il ponte adesso c’è, è pronto e pure collaudato, ma non si può aprire perché nessuno ha provveduto a sistemare il luogo in cui dovrebbe condurre i suoi utilizzatori.

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