Il Tirreno

Livorno

Comune, parte la riorganizzazione

Comune, parte la riorganizzazione

Dall’urbanistica al sociale: “esodo” tra gli uffici. Opposizioni sul piede di guerra

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LIVORNO. Sono giorni di grandi spostamenti a Palazzo Civico, dove è in corso una mini-rivoluzione della macchina amministrativa. È tutto scritto nella determina del direttore generale che sta facendo il giro degli uffici e che contiene un “piano di temporanea assegnazione del personale alle strutture dipartimentali e di staff”. Tradotto: per molti dipendenti, tra i vari uffici e settori di quella che viene definita “microstruttura”, ci sono spostamenti (anche illustri) in vista. Non senza malumori e prese di posizione diverse tra i sindacati.

Nella determina appena firmata viene chiarito che gli incarichi di posizione organizzativa e alta professionalità, in pratica i funzionari, resteranno al loro posto fino al 28 febbraio. Mentre per le “truppe” – più di mille dipendenti – il riassetto temporaneo entrerà in vigore subito.

La nuova amministrazione pentastellata ha messo mano all’assetto di molti uffici chiave, dall’ambiente all’urbanistica, fino al sociale. Delle cinque aree della nuova struttura (“affari generali”, “programmazione economico-finanziaria”, “servizi alla città”, “politiche del territorio” e “lavori pubblici”) quella che andrà, almeno provvisoriamente, ad assorbire il maggior numero di dipendenti (380, con l’assegnazione di venti posizioni organizzative) sarà quella dei “servizi alla città”. Ovvero l’area che, stando alla delibera 426 di ottobre, abbraccia i settori del commercio, delle politiche sociali e abitative, di educazione e sport, della cultura.

Gli uffici sono in fermento. Alcuni spostamenti da una parte accontentano e dall’altra scontentano. Altri fanno discutere. E le opposizioni sono già pronte a chiedere di congelare tutto.

Domani sarà depositata una mozione a firma di Monica Ria (Pd), Marco Cannito (Città Diversa) e Andrea Raspanti (Buongiorno). «Chiederemo l’annullamento della determina – anticipa il capogruppo di Buongiorno Livorno – perché non è stato rispettato quello che dice Tuel (il Testo unico degli enti locali), ovvero che il compito di indirizzo in materia spetta al consiglio comunale, anche se l’ultima parola è della giunta. In questo caso, invece, il consiglio non sapeva niente di questa maxi riorganizzazione partita all’improvviso». «È incredibile – chiosa – che proprio con una maggioranza che fa della trasparenza il suo cavallo di battaglia, i dipendenti vengano a chiedere a noi cosa ne sarà del loro futuro». Quindi, conclude, «chiederemo che inizi un iter in prima commissione per discutere le linee di indirizzo sulla base delle quali la giunta farà la riorganizzazione».

Intanto spulciando la discussa determina, saltano fuori spostamenti che non passano inosservati. Per l’attuale capo di Gabinetto del sindaco, Massimiliano Lami, è ad esempio previsto il passaggio all’area dei “servizi alla città”, settore sociale. Perché? Chi prenderà il suo posto?

I rapporti tra l’attuale capo di Gabinetto e il sindaco Nogarin sembrano buoni, così nei corridoi del Comune c’è già chi ipotizza una possibile futura partecipazione di Lami al concorso interno per diventare direttore generale di Casalp. Solo fanta-amministrazione? In ogni modo resterà scoperto il posto di capo di Gabinetto di Filippo Nogarin: anche in questo caso il toto si è già scatenato, tra chi tira fuori il nome di Sabina Borgogni (che viene dal settore della Mobilità e che a quanto risulta aveva partecipato già alla selezione vinta da Lami) e chi ipotizza un rientro di Paolo Demi, al momento “reggente” del Goldoni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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