Lutto
Discute con una ragazza, poi si allontana di corsa e muore
Livorno, Ardenza mare. Un uomo di 65 anni, colpito probabilmente da infarto, ha avuto un battibecco con una ragazza a cui lui aveva fatto delle foto da lei non gradite. La donna aveva chiamato la polizia e lui si era messo a correre
LIVORNO. Una foto non gradita, la discussione con la donna “destinataria” dello scatto. Poi la corsa, inseguito da lei, per quasi un chilometro, e il finale tragico. Lui, Abele Libardo, 65 anni, si accascia a terra vittima di un infarto mentre lei, giovane avvocata di 28, è al telefono con la polizia, a cui ha chiesto aiuto, spaventata, dopo essere stata fotografata dall’uomo. Una storia drammatica quella che sabato 10 ha reso Ardenza mare teatro di una incredibile disgrazia.
Abele Libardo è morto sotto gli occhi della sua inseguitrice, che si era sentita violata nella privacy e nell’intimità, essendo stata fotografata dall’uomo a distanza ravvicinata. E proprio per quel motivo aveva richiesto l’intervento della polizia, dopo aver protestato contro lo scatto. Lui si era invece difeso dicendo che non aveva fatto niente di male, nessuna foto. E poi, come per allontanare quel pensiero e quell’accusa, era corso via. Allontandosi. Così ha percorso centinaia di metri, dalla baracchina Adone, alla Rotonda, lungo il viale Italia, fino ad arrivare nelle stradine di Ardenza mare. Lì, la ventottenne, che lo inseguiva mentre era al telefono con la polizia, ha incrociato due ragazzi e li ha fermati, chiedendo loro di aiutarla. A quel punto, però, l’uomo è crollato a terra. I soccorsi sono stati inutili, sia quelli della polizia sia quelli del personale della Misericordia.
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Tutto è accaduto poco prima delle 14 di sabato 10 gennaio. A quell’ora, con il tempo incerto, sul lungomare non c’è un gran via vai. Ma non mancano gli appassionati che passeggiano e fanno jogging. Tra chi fa attività sportiva, c’è anche una giovane avvocata che si sta affacciando alla professione. La ragazza è da sola, in tenuta ginnica, e cammina velocemente.
Sul mare, poco prima della rotonda di Ardenza, c’è anche Abele Libardo, 65 anni (ne avrebbe fatti 66 a maggio), pensionato. Passeggia da solo vicino alla ragazza. La 28enne a un tratto si accorge della sua presenza: «Mi ha superato e l’ho notato perché aveva la sigaretta in mano e non era vestito in modo sportivo, cosa che mi è parsa strana. Poi l’ho perso di vista». Poco dopo, la giovane sente dietro di sé il rumore dello scatto di una foto. «Ho sentito una presenza alle spalle- racconta - mi sono girata e ho visto la stessa persona che avevo notato poco prima, a pochissima distanza da me, con il cellulare all’altezza del mio fondoschiena. Allora mi sono risentita». A quel punto scatta la discussione. Lei gli chiede cosa stesse facendo e lo accusa di averle fatto delle foto; lui dice che non ha niente da nascondere e che sul cellulare non c’è niente. Ma lei non ci sta e gli dice che ha intenzione di chiamare la polizia. Quando lui la vede decisa prendere il telefonino e poi iniziare la chiamata alle forze dell’ordine, si gira e si allontana di corsa. La 28enne, da parte sua, non ci pensa due volte e lo insegue. E senza mai interrompere la telefonata, gli va dietro per un lungo tragitto, anche lei correndo.
La donna infatti si rivolge al 112, che poi passa la chiamata al 113 della polizia per competenza di zona. Gli agenti ascoltano la testimonianza della giovane che spiega loro cosa sia successo, senza perdere di vista il 65enne. I due, l’uno inseguito dall’altra, dalla Rotonda attraversano il lungomare. Quindi imboccano via Ravizza, nella zona di Ardenza mare, e poi via Pastrengo. È in quell’area che la ragazza incrocia due uomini a cui chiede aiuto, e prosegue il tragitto con loro. Fatti pochi metri, sul marciapiede il malore fatale. L’uomo si blocca all’improvviso, si mette una mano sul torace, poi si accascia e a poco a poco finisce a terra, accanto a una vettura in sosta.
La 28enne, che è ancora al telefono con la polizia, dà subito l’allarme: la sala operativa invia sul posto una volante, e avvisa tempestivamente il 118 della necessità di un soccorso urgente. Quando i volontari della Misericordia di via Verdi arrivano in via Pastrengo, sul posto ci sono già gli agenti delle volanti che tentano di rianimare il 65enne. Subito i volontari, coordinati dal medico del 118, si danno da fare per recuperare il battito cardiaco, ma è tutto inutile. Per Abele Libardo non c’è più nulla da fare. Sconvolti i cittadini presenti, tra cui alcuni residenti, scesi in strada richiamati dalla confusione. Alla polizia non resta che effettuare tutti gli accertamenti. Il magistrato di turno, qualche ora dopo, dà il via libera per la consegna del corpo alla famiglia. Quindi, la salma viene rimossa e portata al cimitero comunale dei Lupi.
Pensionato, Abele Libardo era originario di Brindisi, dove era nato il 14 maggio del 1949, ma da tempo viveva con la famiglia a Collesalvetti, in particolare a Vicarello in via Galilei, dove aveva la residenza. Sul posto, appena appresa la notizia, è giunto il figlio, distrutto dal dolore per la tragedia che ha colpito il padre in circostanze così sconvolgenti.
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