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«Sfratti dei disagiati, stop a forza pubblica»
L’unione Inquilini livornese ha scritto una lettera aperta alla prefetta di Livorno, Giovanna Costantino, chiedendole di fare in mod che non sia concessa la forza pubblica per l’esecuzione degli...
L’unione Inquilini livornese ha scritto una lettera aperta alla prefetta di Livorno, Giovanna Costantino, chiedendole di fare in mod che non sia concessa la forza pubblica per l’esecuzione degli sfratti ai nuclei familiari che hanno i requisiti delle Legge 9 del 2007, ovvero persone che soffrono di particolari situazioni di disagio economico e familiare. Questo perché in molti, a partire dalla grandi città metropolitane - sottolinea in una nota Paolo Gangemi - hanno chiesto e stanno chiedendo al governo di rivedere il decreto legge del 31 dicembre che non ha inserito nel suo testo il rinvio degli sfratti per finita locazione ai danni di queste categorie di persone.
«Si tratta di anziani, portatori di handicap gravi, minori, malati terminali presenti in nuclei familiari con reddito complessivo lordo inferiore a 29 mila euro l’anno - sottolinea Gangemi - parliamo, quindi, di situazioni di estrema gravità che riguardano nuclei familiari che, una volta, eseguito con la forza pubblica lo sfratto, non hanno capacità economica e condizione familiare per poter reperire un alloggio alternativo sul mercato. Ne - continua ancora l’esponente dell’Unione Inquilini - è possibile ipotizzare la possibilità per i comuni di poter offrire un alloggio pubblico adeguato alla situazione familiare, vista la carenza di abitazioni sociali attualmente disponibili».
Ed ecco quindi che in attesa che il decreto venga convertito in legge, si sono già mossi diversi parlamentari chiedendo al governo «di riproporre la sospensione degli sfratti, ementre a breve è prevista anche una specifica presa di posizione dell’Anci».
Ecco quindi che si chiede alla prefetta Cosentino «un autorevole intervento” per sottolineare al governo la drammatica situazione livornese e la necessità di una proproga del provvedimento, ma le si rivolge anche un «pressante appello», per arrivare ad una disposizione temporanea , «almeno fino alla data di conversione del decreto in legge, di non concedere la forza pubblica per l’esecuzione degli sfratti per questa categoria di persone, anche per evitare pericolose tensioni sociali».
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