Gioco
Toscana, i redditi dei consiglieri regionali: il commercialista batte gli avvocati
È del Pd (Paolo Bambagioni) il più ricco in assoluto, il più "povero" è un collega di partito. Intanto di tagli all’indennità nemmeno l’ombra
FIRENZE. La testa della classifica dei consiglieri regionali più ricchi è stata occupata anche nel 2014 da un commercialista, Paolo Bambagioni, Pd, ex sindaco di Signa ed ex presidente di Mukki Latte di Firenze, con 312mila euro. All'indennità di consigliere, oltre 10mila euro lordi al mese, Bambagioni unisce appunto l'attività di commercialista, nonché la presenza in quattro società con quote che variano dal 33 al 50 per cento. Sul fronte opposto un altro consigliere Pd, l'insegnante fiorentino Severino Saccardi, direttore della rivista Testimonianze, che essendo subentrato all'europarlamentare Nicola Danti solo nel luglio scorso, nel 2013 (l'anno di riferimento per le denunce del 2014) non sedeva in consiglio regionale, e il suo reddito si attesta sui 47.091 euro.
Quelli del doppio stipendio. È quanto si ricava dalle dichiarazioni dei redditi dei consiglieri regionali depositate online con gli emolumenti mensili. Molte le sorprese, e le curiosità che fanno riflettere e discutere. A cominciare dal fatto che tra i più ricchi ci sono i liberi professionisti, avvocati, commercialisti soprattutto, che all'indennità di consigliere assommano anche i guadagni derivanti dalla professione svolta. Non a caso nella classifica dei consiglieri più ricchi - dal secondo al quarto posto - si piazzano tre avvocati, il pratese Alberto Magnolfi, il grossetano Alessandro Antichi e l'aretino Enrico Paolo Ammirati, tutti e tre esponenti di centrodestra. «Da Cicerone in poi gli avvocati sono i migliori politici...», commentò sorridendo una volta sorridendo Antichi. Che gli avvocati prestati alla politica siano i migliori è opinabile. Sicuramente sono i più ricchi stando almeno alle dichiarazioni dei redditi del 2014.
Non posso chiudere lo studio. Ma al di là delle battute, da tempo si discute del fatto che imprenditori e liberi professionisti se eletti consiglieri regionali possono continuare a svolgere il loro lavoro mentre i dipendenti no. Tipo il livornese Marco Ruggeri (100mila euro denunciati), dipendente Eni in aspettativa. È giusto questo diverso trattamento per cui un commercialista può continuare a fare il suo lavoro mentre il dipendente è costretto a lasciare la propria azienda o la scuola, come nel caso di Saccardi?
Chi esercita una libera professione, come l'avvocato aretino Marco Manneschi che guadagna 7mila euro più del presidente della Regione Enrico Rossi, replica così: «Chi ha uno studio professionale se lo chiude perde i suoi clienti e poi come fa a riaprirlo? Già oggi io ho ridotto al minimo la mia attività di avvocato».
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Monaci batte Rossi. Un altro aspetto che fa discutere sono le indennità che variano dai 10 ai 13mila euro e non distinguono granché tra chi esercita un incarico di responsabilità e il semplice consigliere. Ad esempio Rossi (121mila euro denunciati) guadagna al mese 13mila euro lordi mentre il consigliere carrarino Loris Rossetti, che lo precede in ordine alfabetico, percepisce solo 455 euro lordi in meno. L'indennità di carica è la stessa (7.334,13 euro lordi). Muta solo l'indennità di funzione (2.820 per Rossi e 1.128 per Rossetti).
Poi ci sono le voci dei rimborsi che sono più alte per i consiglieri che abitano più lontano da Firenze. E così gli assessori: la differenza di stipendio dai consiglieri semplici è modesta.
Infine tra i due presidenti di giunta e consiglio, Rossi e Alberto Monaci, l'indennità è identica, 13mila euro lordi. Monaci è però più ricco (159 mila euro contro i 121mila del governatore)perché pensionato (è stato dipendente del Mps).
Da zero a 94mila euro. Per molti consiglieri l'elezione in consiglio regionale ha cambiato la vita, almeno sul piano economico. Guadagnavano poche migliaia di euro (all'anno) e ora, come minimo, 10mila euro lordi (al mese). Ad esempio Marina Staccioli, ex Lega nord, e il pratese Rudi Russo, laureando in giurisprudenza al momento dell'elezione in consiglio regionale, da zero euro denunciati nell'anno precedente la loro nomina sono passati ad uno reddito che nel 2013 è stato per entrambi di 94 mila euro lordi.
I tagli? E chi li ha visti. Infine da segnalare che i tanto reclamati tagli non si avvertono nelle indennità dei consiglieri. «Guadagnavo più quando ero in Regione che oggi in Parlamento. Alla Camera gli stipendi sono stati decurtati, a palazzo Panciatichi no», ha raccontato il deputato pisano Federico Gelli. Se si sfogliano gli emolumenti dal 2012 al 2014 si può vedere come l'indennità di carica resta invariata. Variano solo i rimborsi per l'esercizio di mandato. Che dipende appunto dall'attività svolta dal consigliere.

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