Il Tirreno

Livorno

la città che cambia

Cuccuini compra e restaura il vecchio cinema Jolly

di Giulio Corsi
Cuccuini compra e restaura il vecchio cinema Jolly

Livorno.Parla il titolare: «Vogliamo riportare la struttura alla sua bellezza liberty di inizio Novecento». I lavori finiranno a settembre. «Ma non è detto che c’andrà un nostro negozio»

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LIVORNO. Gli stucchi continueranno a far bella mostra di sè e a ricordare gli anni d’oro del vecchio teatro Margherita, una delle sale più antiche ed eleganti della città. E insieme agli stucchi, tornerà a splendere sullo stretto marciapiede di via Michon quella facciata in stile liberty, datata 1913, che nel tempo è andata quasi scomparendo dalla vista dei livornesi, un po’ per colpa del destino beffardo che aveva trasformato il Margherita in Jolly, facendo di quel cinema l’ultimo a luci rosse della città, un po’ perché quella strada, pur a pochi metri da piazza Cavour, è uscita sempre più dai riti dello struscio e dalle abitudini dei livornesi.

Quale insegna vi comparirà nei prossimi mesi è ancora un punto interrogativo. Di certo c’è che adesso la proprietà di quell’immobile è della famiglia Cuccuini, nota in città per la sfilza di negozi d’abbigliamento disseminati tra via Ricasoli (4) e via Grande, recentemente sbarcata a Forte dei Marmi, dopo aver aperto due punti vendita anche a Punta Ala.

Più che di proprietà è corretto parlare di locazione finanziaria, cioé di leasing (dal Monte dei Paschi). Cuccuini ha acquisito l’ex cinema attraverso l’immobiliare di famiglia, la Gisei Srl, di cui amministratore unico è Gianni Cuccuini, che divide le quote con la moglie Gabriella Billi e i figli Gino e Giulio.

Il contratto è datato addirittura fine 2013, ma è servito quasi un anno per redigere il progetto esecutivo, ottenere i permessi e iniziare i lavori che sono partiti nel novembre scorso sotto la direzione di Luca Difonzo e Carmelo Vasile.

«Il tempo del cantiere è stimato in 10 mesi, diciamo che per settembre i lavori dovrebbero essere terminati», spiega al Tirreno Gianni Cuccuini.

Il cambio di destinazione d’uso trasformerà l’ex cinema in un maxinegozio. Ma niente a che vedere con un centro commerciale o una galleria. «Abbiamo deciso di mantenere il più possibile le caratteristiche dell’immobile - evidenzia Cuccuini -. E così ristruttureremo gli interni restaurando gli stucchi, riprendendo i dettagli dell’epoca. Vorremo ridare vita il più possibile alla struttura costruita agli inizi del secolo scorso. Pensate - aggiunge - che qualcuno si era fatto avanti per costruirci appartamenti o garage. A noi, da livornesi innamorati della città, dispiaceva vedere questa struttura abbandonata e così quando la proprietà si è fatta avanti per proporcela abbiamo deciso di sobbarcarcene il restauro».

L’equazione tra l’acquisto da parte della Gisei e la nascita di un maxistore marchiato Cuccuini sembra quasi scontata. Ma il patron del brand frena. «Non è escluso ma non è neanche deciso. Anzi, ad oggi questa è la prima operazione immobiliare che facciamo acquistando un fondo che non è destinato a noi. Almeno per ora».

Cuccuini esclude però anche altre due ipotesi affascinanti. La prima: l’idea di aprire nell’ex Jolly un ristorante, sullo stile del “Molo G”, l’enoteca champagneria che l’imprenditore livornese ha lanciato (con successo) di fronte al porto di Punta Ala nei locali che un tempo appartenevano a Luna Rossa. «E’ una delle nostre passioni, ma a Livorno ho dei dubbi che potrebbe funzionare - spiega Gianni Cuccuini -. C’è troppa stagionalità, d’inverno la città è vissuta, ma d’estate la gente si trasferisce sul mare, cerca la vista, l’aria. No, non ce lo vedo».

E l’affitto ad una boutique monomarca, magari una di quelle vendute nei negozi Cuccuini di via Ricasoli, tipo Dolce & Gabbana? «Quelle reggono solo nelle grandi città - replica -. E per grandi città intendo Roma, Firenze, Milano e Venezia. Non è un caso che Gucci e Fendi qui abbiano chiuso». E allora resta sul tavolo l’ipotesi di un altro negozio Cuccuini, magari un megastore? «Ripeto, non lo escludiamo, ma prima vorremmo cercare altro».

@giucorsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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