Sicurezza
Container, Tdt ora torna a crescere
Fino a settembre traffici in calo, poi l’inversione di tendenza con il boom negli ultimi tre mesi (più 32% a novembre)
LIVORNO. In attesa che l’Authority decida una buona volta di tornare a pubblicare i dati statistici dettagliati sui traffici, salta agli occhi il fatto che il principale terminal del porto labronico – e uno dei primi 25 del Mediterraneo – vede tornare in segno “più” l’andamento del proprio bilancio annuale. Stiamo parlando dei traffici del terminal Tdt (capofila il pool di imprese genovesi guidate da Luigi Negri con la Compagnia portuale socio di minoranza): secondo dati in attesa di riscontro ufficiale, nel corso dei dodici mesi dello scorso anno la movimentazione dei contenitori sulle banchine Tdt ha raggiunto quota 426.337 teu, oltre cionquemila in più rispetto al 2013, quando se ne erano contati 421.155. Tradotto: una crescita che vale poco più di un punticino percentuale (1,23%).
SI RIBALTA IL TREND
Appena più d’una briciola, eppure importante per contrassegnare una seppur timida invesrione di tendenza nel confronto con un passato fatto di grosse nuvole nere. Attenzione, però: proprio dall’analisi di quel che è accaduto al terminal Tdt emerge che il cambiamento di rotta è assai più recente di quanto si creda (e assai più marcato di quanto di pensi).
Fino alla fine dell’estate, in realtà, il terminal perdeva 6-7 punti percentuali, e comunque nei primi nove mesi dell’anno si era rimasti al di sotto della soglia dei trecentomila teu, con un arretramento del 5,7% rispetto allo stesso arco di tempo nell’anno precedente.
Non sono ancora disponibili i dati degli altri terminal ma, a quanto è dato sapere sulla base di fonti non ufficiali, stavolta non si sarebbe verificato il solito fenomeno: ci si strappa gli affari da una banchina all’altra ma il porto non cresce nel suo complesso, anzi vede ridursi margini e ricavi...
La svolta? Facile dirlo: il ritorno di Zim, la compagnia israeliana che per lunghi anni era stato uno dei principali clienti del nostro scalo e poi aveva fatto la valigia. Nell’ultimo trimestre il cambio è stato tale da esser ben raffigurabile dai numeri: in ciascun mese si supera la soglia dei 40.000 teu dalla quale si era rimasti lontanissimi alla fine dello scorso anno. Ad esempio, in ottobre: i teu movimentati hanno toccato quota 40.112 (erano stati 35.656 nel 2013, dunque con un balzo del 12,5%). In novembre l’impennata è stata ancor più marcata: più 32,5% schizzando dai 33.905 teu del 2013 ai 44.939 di quest’anno. E anche in dicembre l’andamento positivo è andato in doppia cifra: più 22,5% (quest’anno 41.920 teu, lo scorso anno 34.286).
SONO BASTATI TRE MESI
Al tirar delle somme gli ultimi tre mesi hanno fatto registrare un traffico di quasi 127.000 teu, 23.000 in più rispetto a dodici mesi prima. Sufficienti a ribaltare il saldo negativo messo a segno fin lì sul fronte del traffico contenitori.
«È l’effetto del ritorno di Zim, è vero, – afferma Luca Becce, amministratore delegato di Tdt – e il nostro è probabilmente lo scalo dove fa più movimenti. Ma questa inversione di tendenza così netta negli ultimi tre mesi deriva anche dal fatto che il porto di Livorno è tornato ad avere un orizzonte strategico: gli operatori sanno che possono rivolgersi a un porto che ha un futuro, dunque sanno che possono tornare senza avere il retropensiero di esser costretti a cambiare presto i loro piani».
Becce nega che ormai tutto sia rose e fiori e che ogni problema sia stato risolto. Però – aggiunge – il fatto che la Regione abbia deciso di scendere in campo con un grosso pacchetto di investimenti e che ci sia la possibilità di un accordo al tavolo del governo rende la Darsena Europa una possibilità mai così possibile. Del resto, è indispensabile farcela: la conformazione attuale del porto rende possibile l’accesso tutt’al più a navi da 7.000 teu e con costi maggiori proprio per la difficile accessibilità.
L’ESPANSIONE A MARE
«L’espansione a mare non solo è indispensabile, adesso sembra anche possibile. E questo è un messaggio di fiducia che gli operatori hanno capito benissimo: poi ci abbiamo messo del nostro sul fronte dell’impegno commerciale. Conto che entro breve potremo raggiungere nuovi accordi con altri clienti».
«La svolta sta anche nella velocizzazione burocratica ottenuta con il Tpcs», dice il direttore operativo Monica Bellandi: «Da ottobre per l’export, qualche mese prima per l’import: siamo i primi in Italia, e questo è importante».
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