Il Tirreno

Livorno

truffa a ghiaccioni

Battibecco in aula, espulso il portavoce dei raggirati

di Federico Lazzotti
Battibecco in aula, espulso il portavoce dei raggirati

Livorno, tensione durante la quarta manches dell’udienza preliminare a porte chiuse, Il giudice dopo aver ascoltato gli avvocati difensori ha rinviato la decisione

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LIVORNO. Il quarto (e non ultimo) capitolo dell’udienza preliminare sulla presunta maxi truffa immobiliare di Ghiaccioni, alle porte di Collesalvetti, finisce con l’espulsione del portavoce dei raggirati, Marco Nocchi, e la fissazione di una nuova data nella quale il giudice dovrà decidere sul rinvio a giudizio degli otto indagati.

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Tra i capi d’imputazione anche quelli di estorsione, ricettazione e abusivo esercizio della professione e riciclaggio. Che il processo sul crac milionario della Carolina immobiliare che avrebbe poi causato la mancata consegnata delle case in buona parte già pagate dagli acquirenti, andasse in scena sul filo della tensione, si era capito fin dalla prima udienza, nell’ottobre scorso.

Allora il comitato dei truffati, costituitosi poi parte civile, organizzò un sit-in davanti al tribunale e in aula, alcuni degli avvocati difensori, si domandarono se non fosse opportuno spostare il processo altrove perché «il giudice poteva con quella pressione non essere sereno». Ecco perché, anche ieri mattina a Palazzo di Giustizia per tutta la durata dell’udienza erano presenti, seppur in modo molto discreto, due agenti della Digos.

In agenda, almeno in teoria, era previsto che parlassero gli avvocati che ancora non avevano discusso, poi le repliche del pubblico ministero e infine la camera di consiglio e la decisione. Invece tutte le fasi si sono rivelate più lunghe del previsto, tanto che il giudice Gioacchino Trovato ha rinviato le repliche del pubblico ministero Luca Masini al 21 gennaio.

«Se la Carolina non fosse stata fatta fallire - è la teoria difensiva e un attacco nemmeno tanto velato al modo in cui si è mossa la Procura per contestare la bancarotta - le case a quest’ora sarebbero già state consegnate». E ancora: «Non si tratta di una truffa ma di un affare andato male dove nessuno ci ha guadagnato».

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Ma l’apice della tensione si è raggiunto con il battibecco tra il portavoce dei raggirati (ieri esponevano una coccarda tricolore per ricordare il valore della Costituzione) e l’avvocato Enrico Marzaduri, legale di Sussana Audiberti, vice direttrice della Cassa di Risparmio di San Miniato e indagata.

L’avvocato, infatti, per difendere la sua cliente, avrebbe messo in dubbio il riconoscimento effettuato da una delle persone truffate. Una insinuazione che Nocchi non avrebbe accettato. «Non ho detto niente di straordinario - ha spiegato o in un secondo momento - ho solo sottolineato che non ha riconosciuto quella donna perché piangeva così tanto da non essere nelle condizioni di farlo».

Il pm nell’udienza del mese scorso, aveva già chiesto il rinvio a giudizio per Attilio Petrillo 49 anni, «agente immobiliare della Edil Centro con mandato a vendere in esclusiva, per conto della Carolina Immobiliare srl gli immobili a Ghiaccioni, nonché amministratore di fatto della srl» considerato dagli inquirenti «artefice ed esecutore del progetto delittuoso»; Nicola Pagliuca, 55, «procuratore speciale della Carolina srl e destinatario con il complice degli assegni emessi dagli acquirenti»; Letizia Luci, 54, moglie del Pagliuca e amministratore unico della srl; e Simona Cerrai, 64, compagna di Petrillo, l'imprenditrice titolare dell'ottica e tratteggiata come la figura attraverso la quale parte del denaro sporco sarebbe stato riciclato.

Ma la figura più controversa dell'inchiesta è forse quella dei due dipendenti della banca che avrebbero chiuso più di un'occhio sulla reale affidabilità dell'operazione immobiliare. A cominciare da Gabriele Bracci, 44 anni, accusato di truffa in concorso perché all'epoca era direttore dell'agenzia 1 di Livorno della Cassa di Risparmio di San Miniato. E la collega Susanna Audiberti accusata di estorsione in concorso con Petrillo e vice direttore della medesima filiale di Carismi.

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