Gioco
«La Darsena Europa è lavoro Livorno approvi subito il Prp»
Messaggio di Cgil, Cisl e Uil a palazzo civico: «Impensabile arrivare al tavolo del ministero senza piano La legge regionale? Un Comune serio dovrebbe dire: ‘Questi interventi li variamo noi, non Firenze’»
LIVORNO. «E’ indispensabile arrivare al tavolo governativo per l'accordo di programma con il piano regolatore del porto definito e con l'intesa sulla Darsena Europa raggiunta». Non mollano i sindacati. Il refrain è sempre quello e loro continuano a ripeterlo come un mantra. Stavolta non è solo la Camera del Lavoro, ci sono tutti e tre i confederali: Cgil, Cisl e Uil.
Non è una sfida, «non lanciamo sfide a nessuno» - sottolinea e risottolinea Maurizio Strazzullo, segretario generale della Cgil -, è una necessità di Livorno. «In questa partita - aggiunge - non devono esserci opposizioni e maggioranze. E' il momento di essere concreti, di stare dalla parte della città. Guardate noi, siamo tutti e tre qui, seduti a questo tavolo, abbiamo superato le nostre differenze di vedute su tante cose, perché Livorno ora ha bisogno di unità».
Non è una sfida, ma di certo è un messaggio chiaro: a Filippo Nogarin e al gruppo consiliare Cinque Stelle, che anche recentemente ha espresso l'ennesimo no al Prp così com'è e alla Darsena Europa. E dato che è dal Comune che dovrà passare la variante anticipatrice al piano urbanistico - fondamentale per l'approvazione del Prp - è palese che se anche i grillini mai vengono citati dai confederali, è su di loro che si concentra l'attenzione delle parti sociali.
Certo, c'è la via d'uscita della nuova legge sull'urbanistica varata dalla Regione Toscana, che dà 60 giorni al Comune per concludere l'iter, dopo i quali ci penserà Firenze a dare il via libera. Ma c'è un aspetto politico, di dignità politica, che Strazzullo, insieme a Giovanni Pardini (Cisl) e Miriam Orlandi (Uil) evidenzia: «Sarebbe assurdo che l'amministrazione comunale non chiudesse in tempi rapidi una partita determinante per le prospettive di Livorno, facendosela sfilare dalla Regione. Noi non vogliamo affidarci alla legge regionale, perché questo significherebbe una scarsa attenzione da parte dell'amministrazione verso la città. Un Comune serio - continua Strazzullo - dovrebbe dire: "questo atto lo faccio io". Mi auguro che accada così. Noi non staremo a guardare, Livorno non può permettersi di non avere il Prp».
Secondo Cgil, Cisl e Uil approvare il Prp e passare al progetto esecutivo della Darsena Europa potrebbe significare addirittura vedere i lavori partire quest'anno. «Si può dire che oltre al rilancio del porto attraverso la zonizzazione che il piano regolatore porterà con sé, ci sarà anche una ricaduta occupazionale dalla Darsena Europa? Sì, noi lo diciamo. E' un'opera da 650 milioni, la Regione si è impegnata a metterne 170, l'Autorità Portuale è disponibile a investirne altrettanti, dopo di che il governo ha garantito che farà la sua parte. E' per questo che bisogna arrivare all'incontro con i ministeri coinvolti col Prp definito e la partita chiusa. In modo che quei soldi vengano stanziati, subito, che la costruzione della Darsena Europa crei occupazione, fin da subito, che gli imprenditori capiscano che qui c'è un territorio capace di fare al di là dell'intervento della Regione e del governo».
Darsena Europa, ma non solo. Non è solo la grande banchina che dovrà accogliere le superportacontainer a far gridare ai sindacati questa esigenza di chiudere la pratica Prp: «Dentro il piano - ricorda Strazzullo - si gioca la partita degli attracchi per le navi da crociera. Se questa città vuole crescere anche dal punto di vista turistico, deve iniziare da lì, dal creare le condizioni perché le love boat vengano scelgano Livorno». Anche sui bacini (e dunque sulle riparazioni) nessun ripensamento da parte di Cgil, Cisl e Uil: «Pot e Prp prevedono riparazioni di un certo tipo e lo dicono chiaramente. Ora l’Authority emetta il bando».
@giucorsi
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