Gioco
«Positivo all’alcoltest», indagato il conducente dell’auto
Livorno, dall’indagine della Procura di Reggio Calabria emergono nuovi risvolti sull’incidente nel quale ha perso la vita Ilaria. Il fratello: prima dello schianto gli ho detto di rallentare
LIVORNO. È risultato positivo all’alcotest il ragazzo di poco più di 18 anni che all’alba del giorno di Natale era alla guida della Lancia Ypsillon che si è ribaltata sul lungomare di Reggio Calabria causando la morte di Ilaria Carella, la studentessa livornese di appena diciotto anni che assieme alla famiglia era scesa nel capoluogo calabrese per trascorrere le vacanze.
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Il nuovo elemento emerge dalle indagini della Procura reggina che nei giorni scorsi ha iscritto il giovane nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Un particolare che viene confermato anche dalla famiglia della vittima che per tutelarsi a livello legale si è affidata a un avvocato.
Spiega Eugenio Carella, padre della giovane giocatrice di basket: «Non voglio crocifiggere quel giovane per ciò che è successo, ma ai ragazzi dico: fate un sorriso in più e bevete una birra in meno». Quello che è avvenuto sul lungomare di Reggio Calabria poco dopo le 6 del mattino del 25 dicembre scorso è dunque materia di indagine.
Soprattutto per capire come e perché l’auto sia uscita di strada in un tratto dritto, prima di urtare un palo e ribaltarsi. Quello che è avvenuto in quei momenti lo ha raccontato più volte il fratello di Ilaria, Davide, anche lui a bordo dell’utilitaria in quei tragici momenti e rimasto anch’egli ferito. Il giovane ha spiegato come lui e la sorella avessero trascorso la serata del tra il 24 e il 25 in un locale assieme ad alcuni amici. Poi, intorno alle 6, la ricerca di un passaggio per tornare a casa.
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«Quel ragazzo - ha raccontato Davide - non sembrava ubriaco, non barcollava: mi sembrava euforico ma non che avesse bevuto. In ogni caso, prima di salire in auto, gli ho chiesto se volesse che guidassi io, ma ha rifiutato». Poi durante il viaggio verso casa pare che il diciottenne abbia accelerato, tanto che lo stesso Davide, preoccupato per quanto stava accadendo, gli abbia chiesto di rallentare, proprio lungo il viale dove è poi avvenuta la carambola mortale.
«Gli ho domandato: che bisogno c’è di andare così forte? Ma non sono riuscito nemmeno a finire la frase che mi sono trovato a gambe all’aria». Quello che è avvenuto dopo è una scena straziante. Quando l’auto ha terminato la propria corsa è stato lo stesso Davide a soccorrere per primo la sorella in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Che non ha potuto fare altro che constatare il decesso della giovane.
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