Gioco
Il padre di Ilaria ai ragazzi: «Un sorriso in più e una birra in meno»
Livorno, Eugenio Carella si rivolge anche al conducente dell’auto nella quale è morta la figlia: non va messo in croce, porterà con sé questo fardello
LIVORNO. «All’inizio ho vissuto momenti di rabbia sapendo che mia figlia aveva perso la vita a 18 anni su una strada dritta e larga. Quando ho saputo che il conducente aveva bevuto ho detto che me l’avevano ammazzata. Ma adesso, non voglio crocifiggere nessuno, ma lanciare un messaggio a tutti i ragazzi: fate un sorriso in più e bevete una birra in meno, solo così tragedie come quella che ci hanno portato via Ilaria smetteranno di accadere».
Eugenio Carella parla dopo essere stato al cimitero a salutare la figlia, tragicamente scomparsa il giorno di Natale. «Malgrado tutto - ripete - non voglio mettere in croce il ragazzo che era alla guida di quell’auto per quello che è successo. Penso che sia giusto che gli tolgano la patente, ma credo che il rimorso che gli è rimasto addosso sia una fardello giusto e sufficiente da portare con sé. Solo così mi illudo che la cosa non passi ».
Dell’aspetto legale della vicenda si occuperà l’avvocato della famiglia Carella, ma quello che preme al padre di Ilaria è prima di tutto di ringraziare tutte quelle persone, centinaia, che in questi giorni sono stati vicini alla famiglia, in particolare durante i funerali di sabato alla chiesa del Sacro Cuore.
«La città di Livorno e non solo - dice senza nascondere la commozione - è stata meravigliosa. Mia figlia credo che sarebbe stata contenta per come è stata ricordata in chiesa: c’erano i nostri colleghi delle ferrovie, il mondo del basket, i compagni di scuola e gli amici. Con i loro abbracci ci hanno fatto sentire forte la loro vicinanza. E come ha detto mia moglie Mirella a Don Gino Berto questo fiume di affetto ci ha fatto capire quanto bene avesse seminato in vita sua la nostra Ilaria». Proprio la collaborazione degli amici permetterà nei prossimi giorni alla famiglia di consegnare a una associazione di volontariato livornese le donazioni raccolte.
Alla famiglia Carella , sono mai piaciute la luci della ribalta, ma il dolore e la fatica un po’ si alleviano, quando babbo Eugenio può raccontare e condividere qualcosa di Ilaria.
«Nostra figlia - ammette - la vogliamo ricordare com’era: con i suoi sogni e le tante opportunità che le si stavano aprendo davanti. Nei mesi scorsi aveva avuto diverse proposte di lavoro, occasioni che le avrebbero aperte le porte per il mondo dello spettacolo. Ne abbiamo parlato ma alla fine mi disse che preferiva finire la scuola e prendere la maturità. Ecco Ilaria la voglio ricordare così...»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
