Il Tirreno

Livorno

la gang dei treni

Escoriazioni e lividi sulla schiena: «Mio figlio preso a pugni da quei bulli»

Carabinieri alla stazione di Montecatini
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Carabinieri alla stazione di Montecatini

Parla il padre di uno dei ragazzini aggrediti sul treno Lucca-Viareggio. In sei sono finiti in manette: terrorizzavano i passeggeri con le rapine

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MONTECATINI. «Le escoriazioni, i lividi sono soprattutto sulla schiena. È lì che mio figlio ha preso la maggior parte dei cazzotti». Bel coraggio, in sei contro uno. Su un treno di notte. Al pronto soccorso, i medici confermano che dalle botte il calciatore delle giovanili della Lucchese che quest’anno compie 17 anni guarirà in sette giorni. Ma dalla paura - si chiede il padre - quanto ci metterà a riprendersi? La domanda è per due, perché sul locale Viareggio-Firenze, venerdì sera i bulli (marocchini) hanno aggredito e rapinato entrambi i suoi figli minorenni. Uno lo hanno menato, l’altro derubato e minacciato.

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«Il primo figlio - racconta - è stato picchiato da tutti e sei perché quando i bulli si sono fatti avanti per rapinarlo ha tentato di resistere. Allora hanno cominciato a tirargli pugni sulla schiena. Poi un paio di persone gli sono venute in aiuto e lo hanno lasciato perdere: comunque, sono riusciti a prendergli i soldi che aveva in tasca. Non gli hanno portato via il telefonino. Il cellulare, però, era scarico e non ha fatto in tempo ad avvertire del pericolo che è montato, con altri amici, a una fermata successiva del treno».

In un primo momento, il ragazzo picchiato - conferma il padre - non voleva denunciare gli aggressori. «Ma quando ha visto che i bulli hanno rapinato anche il fratello e che non si sarebbero mai fermati, allora ha preso il coraggio a due mani e ha acconsentito a raccontare tutto alle forze dell’ordine».

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Certo ora la banda è stata arrestata, ma «la storia non è finita», teme il padre. «Al mister che allena il figlio picchiato ho detto che per i primi tempi accompagnerò io il ragazzo agli allenamenti, ma poi dovrà abituarsi di nuovo a prendere il treno. Idem il fratello. Entrambi devono poi tornare alla normalità. Posso solo dare loro alcuni consigli, come mettersi nella carrozza dove c’è anche il capotreno». Basta questo accorgimento per assicurarsi un viaggio sicuro? «Non lo so - conclude il padre - soprattutto perché questi bulli che hanno incrociato si sono rivelati molto violenti anche negli atteggiamenti con i carabinieri. Sono superbulli, hanno atteggiamenti che vanno oltre ogni mentalità ordinaria e a noi, a volte, non resta che sperare che tutto vada bene».

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di Redazione web