Gioco
Cinquestelle contro Matteo Renzi: «Vacanza col volo di Stato»
La replica di palazzo Chigi: «Non una scelta, costretto dal protocollo di sicurezza». A Courmayeur «tutto regolarmente pagato, caserma, noleggio sci, cibo, skipass»
ROMA. Un volo di Stato per andare a sciare insieme alla famiglia a Courmayeur. Il Movimento 5 Stelle attacca Matteo Renzi, accusandolo di aver usato in tempi di crisi un volo pagato con i soldi dei contribuenti per andare in vacanza con moglie e figli in Val D’Aosta e di aver alloggiato nella caserma degli Alpini sempre a spese della comunità. La denuncia, accompagnata da un tracciato radar e dalla richiesta di dimissioni del premier, è postata sul sito dei 5 Stelle e firmata da Paolo Romano e Carlo Sibilia. Tutto vero? Passa qualche ora e Renzi affida a Twitter la sua spiegazione: «Gli spostamenti aerei, dormire in caserma, avere la scorta, abitare a Chigi non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza. #regole». Poi, da palazzo Chigi parte una lunga nota con la quale lo staff del premier fa sapere che, come previsto dal protocollo di sicurezza, Renzi si deve spostare sempre con un sistema protetto e che dunque, ovunque sia diretto, viaggia sempre su voli di Stato.
Gli spostamenti aerei, dormire in caserma, avere la scorta, abitare a Chigi non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza #regole
— Matteo Renzi (@matteorenzi) 3 Gennaio 2015«Il fatto che il presidente del Consiglio sia sottoposto a una serie di misure di sicurezza che lo riguardano non è una scelta, ma il rispetto delle norme che regolano il suo ruolo e il suo incarico, in linea con quanto avviene per i capi di governo di tutto il mondo» si legge nella nota, che ribatte punto su punto a tutte le accuse dei 5 Stelle e precisa che Renzi ha pagato tutte le spese della vacanza sulla neve per sè e la famiglia. Ma non è questa l’unica precisazione. «Il presidente del Consiglio» si legge «non ha raggiunto Aosta con il volo di Stato con cui si è recato a Tirana, in visita ufficiale in Albania (regolarmente atterrato a Roma), ma con un Falcon 900».
E ancora: «Per quanto riguarda l’alloggio in caserma e non in un resort esclusivo a cinque stelle, il presidente del Consiglio ha regolarmente pagato il dovuto per sè e per i suoi familiari, secondo le tariffe previste all’interno delle strutture militari». Stesso discorso per quanto riguarda sci, scarponi e impianti di risalita. «L’attrezzatura da sci per il periodo di breve vacanza è stata noleggiata e pagata da Renzi da un privato per la somma di 450 euro per tutta la famiglia. Lo skipass, sempre per tutta la famiglia» conclude la nota «è costato 485 euro al giorno complessivi, ed è stato pagato da Renzi, così come le spese per bere e mangiare nei rifugi».
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Palazzo Chigi assicura che è tutto regolare ma i 5 Stelle accusano Renzi di aver fatto un «uso improprio» di un volo di Stato che da Tirana (dove era in visita ufficiale) lo avrebbe portato prima a Firenze per prendere i suoi familiari e poi ad Aosta, e picchiano duro per tutto il giorno. «Mentre critica il comportamento deplorevole dei vigili urbani di Roma in malattia la sera di Capodanno, Renzi usa un volo di Stato da 9000 euro all’ora, pagato da tutti noi, per andare in vacanza a Courmayeur» attacca Luigi Di Maio, che ricorda scandali come l’Expo, Mose, Mafia Capitale, e spiega che la pubblica amministrazione è figlia della politica: «Sono atteggiamenti come quello di Renzi ad alimentare il menefreghismo di Stato di alcuni dipendenti pubblici. Io non ho mai usato voli di Stato e auto blu, nonostante ne abbia diritto, così come tutte le altre cariche istituzionali del M5S».
A lanciare per primo l’accusa contro il premier è stato il deputato pentastellato, Paolo Romano, che sul suo blog ha postato anche la schermata del radar della sera del 30 dicembre 2014 come “prova”. Poco dopo, tutto viene rilanciato su Facebook da Carlo Sibilia. In tanti rilanciano quelle accuse a Renzi e il deputato AngeloTofalo arriva a chiederne le dimissioni: «Ecco lo schifo che fa Matteo Renzi! In qualunque altro paese il premier darebbe le dimissioni immediate!».
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