Gioco
Cannito: M5S non ce la fa serve un governo di unità
Il leader di Città Diversa va all’attacco: «Risultati deludenti e promesse mancate Male su tasse e sociale. Ora Livorno può uscire dalla crisi solo se uniamo le forze»
LIVORNO. «Livorno può uscire dalla crisi, ma solo con un governo di unità comunale». Proprio così: un governo di unità comunale. A chiederlo è il capogruppo di Città Diversa, Marco Cannito, tracciando un bilancio del 2014 e guardando al 2015.
«Un anno – interviene – non è molto per giudicare come è stata amministrata la nostra città. Ma è tanto se si considera il primo semestre, coda dei decenni governati dalle precedenti amministrazioni, e il secondo semestre, governato dalla subentrante e fortunosa amministrazione Nogarin».
Cannito cita Winston Churchill: «Non sappiamo se cambiando si migliora, ma sappiamo che per migliorare bisogna cambiare». E ricorda che «al ballottaggio abbiamo indicato, pur tra mille distinguo, di votare per provare una discontinuità rispetto alle classi dirigenti, non solo del Comune, che hanno contribuito allo sfascio di Livorno». Ma anche che «nel breve periodo i risultati di Nogarin sono stati estremamente deludenti: poca discontinuità rispetto all'amministrazione precedente, nessuna terapia d'urto necessaria per far fronte alle urgenze».
«Sono anni – rivendica Cannito – che mettiamo in guardia rispetto a: crescente impoverimento dei più deboli e della classe media, aumento della disoccupazione e ulteriore deindustrializzazione, sofferenza dei quartieri e marginalizzazione della città. L'amministrazione comunale precedente, in buona compagnia con quella regionale, ora improvvisamente ridestata, ha negato tutte le nostre segnalazioni e proposte, e non ha dato – sostiene – risposte progettuali proprie, se non far continuare la cementificazione del territorio, perdendo anni preziosi e lasciando senza paracadute molti lavoratori che venivano espulsi dal mercato produttivo senza neanche poter beneficiare di incentivi all'esodo previsti per Trw».
Cosa fare e cosa non fare secondo Cannito? Il consigliere di Città Diversa mette sul piatto tre punti. Il primo: «Assistenza sociale, sostegno all'impresa e al lavoro». «L'amministrazione Nogarin – attacca a tal proposito – continua a non prendere provvedimenti né di breve né di medio periodo, limitandosi a dire belle parole». «Dov'è – sottolinea – il progetto straordinario di sostegno all'occupazione e al reddito presente nel programma elettorale di Città Diversa ma anche del Movimento 5 Stelle? Dov'è il nuovo sociale previsto entro i primi cento giorni di governo dal programma elettorale di Nogarin?». «La giunta – si arrabbia – ha tagliato le carte alimentari e il fondo per pagare le utenze domestiche per i più poveri, ha eliminato sconto affitti, esenzioni e riduzioni tariffarie alle famiglie più deboli». Tutto mentre, dice, «per il medio-lungo periodo continuano le ambiguità rispetto a questioni cruciali come Prg portuale, riparazioni navali, porta a mare, grandi centri commerciali...».
Ecco quindi che Cannito ribadisce il «no all'aumento di tasse e tariffe» e il «sì agli incentivi per lo sviluppo». «Il programma di Nogarin – va all’attacco – prometteva la diminuzione delle tasse, ma col bilancio 2015 ha imposto addirittura l'aumento di tutte le tasse, andando così a deprimere consumi e imprese». Quindi ecco il capitolo «sprechi delle aziende partecipate e controllate». Cannito definisce «assurda la gestione delle criticità causate dal malgoverno delle ex-municipalizzate lasciate in eredità all'attuale amministrazione: per Aamps – ricorda – è stato dato un altro finanziamento di 5 milioni e aumentaterà la Tari. Per Atl/Ctt continua il balletto di accuse senza indicare soluzioni, anzi assistiamo a chi le spara più grosse, per Spil tutto tace».
Città Diversa chiede quindi un «governo di unità comunale». «Questa amministrazione e questa maggioranza – dice Cannito – da sole non ce la fanno per difetto di capacità e conoscenze. E dato che non giochiamo mai alla sfascio, ma abbiamo sempre a cuore il bene della città, riteniamo che ci sia bisogno di un governo di unità comunale. Livorno - conclude - ha tutte le possibilità per farcela, anche con l'aiuto delle istituzioni. A meno che Livorno non rappresenti per Nogarin, così come per altri interessati protagonisti non solo locali, un taxi per scalate di potere regionali e nazionali».
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